Nelle vesti di assessore, il critico d’arte Vittorio Sgarbi polemizza sui prezzi Alitalia per lo scalo di Lamezia Terme e raccoglie il consenso cosentino: “è giusto che un calabrese per andare a Milano debba credersi in america?”
In veste di assessore in carica nell’amministrazione Occhiuto, il critico d’arte Vittorio Sgarbi affronta un argomento largamente accantonato dai politici. L’assessore, infatti, in un video polemica contro Alitalia dichiara quanto sia anomalo che un volo Lamezia-Milano abbia lo stesso prezzo di un volo Roma-New York.

Il quesito posto in un video, a distanza di 18 ore, ha ottenuto oltre tremila like e cinquemila condivisioni raccogliendo il consenso dei calabresi. E via con il valzer di pollici in su e commenti a sostegno della denuncia portata avanti dal critico d’arte.
“Non parlerò delle divise delle hostess e degli stuart dell’Alitalia – esordisce Vittorio Sgarbi – osserverò soltanto che per eleganza il fazzoletto nel taschino non va abbinato alla cravatta. Il fazzoletto deve essere rigorosamente bianco. Per quanto riguarda le hostess, il cappellino più che ricordare, come ha dichiarato il designer che lo ha concepito, le cinque terre pare un prevalente dominio dell’Islam, del mondo arabo sul mondo Occidentale; il cappellino è quindi il coronamento che ricorda un armonia orientale. Quindi probabilmente la maggioranza degli azionisti non occidentali, ha pensato di aiutare gli italiani favorendo il loro viaggio in luoghi remoti. Un biglietto da Roma a New York costa 500 euro, ma è singolare che la Calabria sia ritenuta un luogo remoto, per cui il biglietto Lamezia-Milano costa 500 euro, come andare a New York. Ma è giusto – conclude – che un calabrese per andare a Milano debba credersi in america? Oppure gli costi meno andare a New York? Si possono perdonare i cappellini, i fazzoletti, ma ci si vuole interrogare su questa anomalia”.
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