Macerie nel Paese e nel cuore. Il centro Italia questa notte è stato violentemente colpito da cento scosse di terremoto che ha portato via 21 vittime e spazzato al suolo il paese di Amatrice (Lazio)

Paura questa notte a Rieti dove a partire dalle ore 1,37 si sono susseguite ben 100 scosse di terremoto per un magnitudo pari a 55. La scossa maggiore ha raggiunto magnitudo di 6.0 spazzando al suolo il centro storico di Rieti.
L’area violentemente colpita riguarda il centro Italia: si tratta di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo con epicentro ad Accumoli, in provincia di Rieti (Lazio). La lingua di terra colpita dal terremoto ha buttato giù dal letto migliaia di persone e ancora non si ha un numero definitivo di feriti e morti; il maggior numero di vittime si è concentrato proprio nel comune di Accumoli.
La scossa, secondo quanto emerso, si è avvertita da Rimini fino a Napoli. L’entità del danno, infatti, è gravissima. Nel comune di Amatrice, limitrofo di Accumoli, il paese è raso al suolo: “il paese non c’è più. Sotto le macerie ci sono decine di persone” è la drammatica testimonianza del primo cittadino Sergio Pirozzi.
A essere colpite sono state le città di: Ascoli Piceno, Rieti, Perugia, L’Aquila e Macerata. L’inizio, secondo quanto segnalato dall‘INGV (Centro Nazionale Terremoti), si è avuto alle ore 1.36 a Rieti con una prima scossa di magnitudo 6.0
Immediati i soccorsi della protezione civile nella ricerca di superstiti, tra le buone notizie due bimbi di 4 e 7 anni estratti vivi dalle macerie; fino a ora il bilancio è straziante: 21 vittime accertate, 11 nel Lazio e 10 nelle Marche. Ancora alto il numero di segnalazione di persone sotto le macerie. In queste ore volontari e forze dell’ordine sono impegnate nel ripristino di una città spazzata al suolo dove ancora una volta la natura fa da padrona.
Oltre alla ricerca di superstiti trapelano le prime testimonianze: “Si sentivano voci da sotto le macerie che gridavano: ‘Aiutateci, aiutateci’. Mio padre e mia madre sono feriti ma vivi – è quanto afferma una giovane donna nella sala d’attesa del pronto soccorso – ero a Pagliare e dopo la scossa mi sono precipitata a Pescara del Tronto dove vivono i miei. Alcuni amici ci hanno aiutato ad estrarli: mia madre ha un braccio rotto e una lesione alla testa per fortuna non grave. A Pescara del Tronto è un macello. Sono morte almeno tre persone”.
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