Cosenza sportiva sta scoprendo pian piano il suo nuovo pupillo, Domenico Mungo. Intelligenza tattica, grinta e talento al servizio della squadra.
Ci sono allenatori e allenatori. C’è chi considera il proprio credo tattico quasi come un mantra e non lo abbandonerebbe mai nemmeno nelle situazioni di maggiore sofferenza; c’è chi invece è meno integralista e adatta l’atteggiamento della squadra in base all’avversario e alle esigenze del match. Il grande vecchio Giovanni Trapattoni ha fatto del catenaccio il suo marchio di fabbrica, la cura quasi maniacale della fase difensiva si è rivelata in fin dei conti spesso vincente, la sua carriera è ricca di importanti successi. L’esatto opposto è rappresentato da Zdenek Zeman (padre di Karel Zeman, prossimo avversario dei lupi), il boemo e il suo ormai celebre 4-3-3 con difesa altissima e attenzione rivolta quasi esclusivamente ai movimenti offensivi hanno fatto divertire ma di trofei in bacheca nemmeno l’ombra. Vincere o perdere non ha mai fatto grande differenza per lui, ma dallo spettacolo, quello no, non si poteva prescindere. Giorgio Roselli è un allenatore vecchia maniera, l’ago della bilancia in questo caso pende più sulle doti da difensivista. Prima cosa non prenderle, poi si vedrà. In qualunque caso nessuno dei sopra citati può trascurare il centrocampo. Zona nevralgica del manto erboso, perfetto equilibrio tra le due fasi di gioco. E’ qui che bisogna avere giocatori di diverse tipologie, quelli disposti a gettare il cuore oltre l’ostacolo sebbene poco dotati dal punto di vista tecnico, e quelli più eclettici e fantasiosi, capaci di accendere la luce con giocate fuori dal normale.

Il Cosenza quest’anno ha fatto tredici, trovando in un colpo solo un calciatore che racchiude entrambe le caratteristiche. Con l’acquisto di Mungo mister Roselli ha trovato ciò che gli è sempre mancato nella sua ormai triennale esperienza sulla panchina rossoblu. Il suo ingaggio si è rivelamente totalmente azzeccato. Il DS Cerri ha consegnato all’organico silano un elemento di spicco. Il numero 25 è un vero jolly, può agire indistamente alle spalle di una o due punte, ricoprire con efficacia il ruolo di attaccante esterno in un tridente offensivo ma soprattutto posizionarsi alla perfezione come mezzala di centrocampo. E’ forse questa la collocazione ideale per esaltare le sue doti. Il suo campionato è iniziato in penombra, nel derby del “Ceravolo” la sua prestazione non è stata delle più convincenti, forse perchè giunto da poco in riva al Crati e non ancora perfettamente integrato negli schemi del tecnico. Sicuramente meglio nella seconda uscita al “S.Vito Marulla” in coincidenza della sfortunata sconfitta con il Taranto. La sua consacrazione è arrivata a Matera, dove ha realizzato anche un gran gol dalla distanza. Da quel momento in poi è stato un crescendo di prestazioni, dai suoi piedi sono passate e continuano a passare le azioni più pericolose dell’undici rossoblu. In gran parte dei gol realizzati finora dal Cosenza c’è il suo zampino. Tutto questo e non solo, c’è anche tanta tanta sostanza in mezzo al campo. Grinta da vendere, la “garra” di cui ogni tifoso si innamora. Che sia solo l’inizio, solo un assaggio di quello che Domenico Mungo può dare alla causa rossoblu, da lui a questo punto ci si attende molto.
Piccola nota a margine, quasi un fulmine a ciel sereno. La presenza del furetto emiliano nel prossimo derby con la Reggina è in forte dubbio in seguito ad una botta ad una caviglia rimediata nell’allenamento del mercoledì pomeriggio. Mungo rimarrà a riposo per un paio di giorni nella speranza che l’ematoma si sgonfi. I tifosi rossoblu incrociano le dita.
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La foto di copertina è di Andrea Rosito.
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