La squadra di Roselli porta a casa la vittoria ma stenta. Il DS Cerri alza i toni chiedendo più mordente e più convinzione nei propri mezzi ai giocatori.
La chiamano zona Cesarini da qualcosa come 85 anni. Il termine fu coniato in occasione di una partita della nazionale Italiana contro l’Ungheria. Renato Cesarini, mezzala della Juventus, già protagonista di diverse reti realizzate negli ultimi minuti di gioco, riuscì a ripetersi per l’ennesima volta anche in maglia azzurra e da quel momento i gol in extremis assunsero questa accezione in suo onore. La storia si ripete a Cosenza. Stadio S.Vito Marulla, ore 22:20 di una tiepida domenica sera di inizio Autunno, Gambino approfitta di un’uscita strampalata del portiere ospite Costa e regala 3 punti sofferti ai lupi quando correva ormai il minuto 93 di una brutta partita senza particolari sussulti. Gli ultimi minuti danno, gli ultimi minuti tolgono, è una delle leggi non scritte del calcio, ed è anche questa particolarità a rendere questo sport così affascinante. Il Cosenza ne aveva pagato le conseguenze in quel di Matera, quando una conclusione di Negro sporcata da una deviazione beffarda aveva negato ai rossoblu la gioia di un punto prezioso su un campo difficile come quello del “XXI Settembre-F.Salerno“.

L’inzuccata di Giuseppe Gambino, alla quarta marcatura stagionale, consente di mantenere la quinta posizione accorciando leggermente le distanze dalla coppia pugliese Lecce – Foggia che spadroneggia e appare momentaneamente irraggiungibile. Il parallelismo è presto fatto, la prestazione abulica del Cosenza ricalca perfettamente quella di sette giorni prima in riva allo stretto, a fare la differenza è il risultato e, soprattutto, l’avversario. La Virtus Francavilla è apparsa squadra ben organizzata ma si vedeva lontano un miglio che sarebbe andata in difficoltà se aggredita nella maniera giusta con una manovra corale di gioco. Una parvenza di equilibrio tattico viene garantita dall’intelligenza e dalle movenze di Roberto Ranieri, penalizzato anche ieri come nel derby di Reggio da una sostituzione che mandato nel pallone un undici già privo di idee brillanti. Al “Granillo” la testa di Caccetta aveva graziato gli avversari a tempo scaduto, ieri l’elevazione di un Gambino sempre più decisivo ha tolto le castagne dal fuoco sul filo di lana. L’attaccante siciliano continua a dimostrarsi sempre più degno di indossare la gloriosa casacca numero 9 del compianto Gigi Marulla. I numeri parlano chiaro e dicono che la porta di Perina è inviolata da 360 minuti, un record per il pipelet rossoblu. La difesa è stata blindata e di questo Giorgio Roselli può bearsi. Ma non basta , gli stessi numeri si dimostrano implacabili nell’evidenziare una posizione di classifica stabile ma insufficiente al cospetto delle aspirazioni di inizio campionato.
In tal senso ha tuonato il DS Cerri nel post partita. Il Cosenza attuale è stato costruito con la chiara intenzione di ambire a posizioni di primato, urge una maggiore organizzazione tattica al fine di poter competere con le prime della classe senza il pathos e le evidenti difficoltà delle ultime due partite. Le assenze di Cavallaro, D’Anna e del solito Baclet così come un Mungo a mezzo servizio sono una parziale attenuante. E’ chiaro che in queste condizioni la luce possa affievolirsi, possa apparire più fioca ma il blackout totale degli ultimi 180 minuti non rende merito alle potenzialità della rosa silana. Una rosa che ha di sicuro nel proprio DNA quel quid in più che al momento latita. E’ questo il momento di chiedere a Roselli e ai suoi ragazzi di fare quel salto di qualità che tutti si attendono, a partire dai tifosi per finire con gli addetti ai lavori, come testimoniato dalle dure parole di sprone di Cerri.
L’immagine di copertina è tratta dalla pagina ufficiale del Cosenza Calcio.
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