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Carlo Tansi minaccia le dimissioni: “in pericolo la sicurezza dei calabresi”

In un messaggio senza troppi orpelli e giri di parole Carlo Tansi minaccia le dimissioni nel caso in cui entro una settimana non siano adottati interventi per risolvere le problematiche che riguardano lo sciame sismico e la messa in sicurezza calabrese

carlo tansi“Si vive una situazione che mette seriamente in pericolo – scrive Carlo Tansi, responsabile della Protezione Civile regionale su Facebook – la sicurezza dei calabresi in caso di calamità. In Regione, a causa di un perverso sistema burocratico-sindacale alimentato da una certa politica animata da faide interne, ogni banale pratica si trasforma quotidianamente in un muro di gomma circondato da sabbie sempre più mobili che impediscono il cambiamento. Tutto questo accade nella regione tra le più esposte al mondo ai rischi naturali. I fondi europei che potevano risolvere queste condizioni da fantascienza della Protezione civile regionale rischiano di perdersi perché continuano a restare bloccati su quella maledetta scrivania di una funzionaria burocrate”.

Il messaggio ha nell’immediato ottenuto un rimbalzo mediatico dove Tansi ha goduto dell’appoggio cittadino. Oggi inoltre il Responsabile della Protezione Civile sulla propria pagina Facebook ha aggiunto: “Il mio sfogo di ieri ha suscitato la commovente solidarietà di molta gente che ha percepito il senso delle mie idee. Ma ha anche alimentato stucchevoli strumentalizzazioni di chi, apparentemente schierato dalla mia parte, è in realtà espressione della vecchia politica che ha scaraventato la Calabria nel baratro oppure ha perso o teme di perdere privilegi acquisiti nel corso di decenni. In realtà queste persone hanno l’unico interesse di alimentare il caos, di far saltare il banco per ripristinare interessi e privilegi di casta che da un po’ di tempo a questa parte sono stati messi in discussione.

Chi vuol bene alla nostra Terra non può soltanto fare critiche strumentali e distruttive ma deve avere il coraggio di mettere le mani nel fango, restando pulito, per ripulire dal fango questa Terra ricchissima ed esumare tutti i suoi tesori sepolti. E a tal proposito, in questo contesto di caos strumentale, sento il dovere morale di chiarire una cosa: quando quasi un anno fa il presidente Oliverio mi ha coinvolto nel suo ambizioso progetto di radicale cambiamento della nostra Terra, lui mi aveva prospettato le difficoltà a cui sarei andato incontro. Conoscendo il presidente da anni ed avendo condiviso con lui altri ideali, non ho esitato a sposare fiducioso quel suo progetto. Ed è per questo che in questa giungla e in queste sabbie mobili il presidente continua a rappresentare il mio unico riferimento morale ed umano, visti la sua determinazione, il suo coraggio, la sua moralità e il suo viscerale attaccamento alla nostra Terra…. caratteristiche che animano anche il mio agire”.

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