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Cosenza testa e cuore

L’esperienza della squadra silana ha avuto la meglio sulla sfrontatezza della compagine laziale. Ora la vetta della classifica dista solo 4 punti.

Il day after alla seconda sortita esterna dei rossoblu offre più sensazioni positive che negative. Il Cosenza ha messo sul tavolo le sue doti migliori: il pragmatismo ormai noto del suo tecnico Roselli, ieri in tribuna perchè squalificato, e un attendismo che in molte situazioni ha pagato e continua a farlo portando in cantiere risultati importanti. Si soffre quando c’è da soffrire, si fa affidamento su una retroguardia rodata e su Perina che mette la saracinesca alla sua porta, peccato solo per l’imbattibilità stoppata a 364 minuti; si colpisce al momento giusto sferrando il classico colpo di grazia, la zampata decisiva che mette al tappeto l’avversario.

Alberto Filippini esulta dopo il gol decisivo (foto Donato)
Alberto Filippini esulta dopo il gol decisivo (foto Donato)

L’inizio è shock, merito del grande ex Elio Calderini, che alla prima occasione buona brucia il suo dirimpettaio Corsi e non contento continua a farlo ammattire per buona parte del match. Il rigore trasformato da Albadoro dopo soli 4 minuti di gioco è un duro colpo ma la truppa rossoblu non si scoraggia e offre una reazione istantanea e veemente, un grazie va riservato al direttore di gara, il sig. Pagliardini di Arezzo, il suo è un assist da +1 al fantacalcio, Tedeschi quasi non ci crede e ristabilisce l’equilibrio. Il palleggio dei fondani crea grattacapi, i piedi buoni di De Martino e Tiscione, le discese di Squillace sono ottime armi in dotazione a Pochesci, frutteranno di sicuro buoni risultati, al di là della striscia negativa che vede i laziali non fare risultato pieno da 5 giornate. Le stesse giornate che vedono i lupi uscire imbattuti dal campo, sono ben 13 i punti totalizzati nell’ultimo mese, con questo score si può ambire alle posizioni di vertice. Il crocevia del match di ieri è il quarto d’ora iniziale della seconda frazione, il Fondi prende in mano saldamente il pallino del gioco, l’ingresso di D’Agostino consente ai padroni di casa di occupare stabilmente la metà campo avversaria e di rendersi pericolosi, i tentacoli di Perina però agguantano di tutto ed evitano la capitolazione. Il Cosenza esce indenne da questa brutta fase, De Angelis azzecca i cambi gettando nella mischia Ranieri e Filippini. Il giovane ex Atalanta ha il merito di rimettere ordine nella terra di mezzo, quello di Filippini invece è di farsi trovare nel posto giusto al momento giusto, il suo gol facile facile al primo pallone toccato dopo l’ingresso in campo fa da spartiacque e incanala il risultato sui binari rossoblu.

Anche in inferiorità numerica per l’ingenua espulsione di Statella si soffre il giusto. Baclet ha anche l’opportunita di mettere al tappeto ogni velleità di rimonta degli avversari ma la sua punizione quasi perfetta si infrange sul palo. Mister Pochesci a fine partita non riesce a darsi pace: “Noi abbiamo giocato, loro hanno vinto“. Proprio così mister, il calcio è anche questo, qui si vede la differenza tra l’esperienza di una squadra ormai navigata nelle acque della Lega Pro e la freschezza di una squadra come l’Unicusano Fondi che si renderà senza dubbio protagonista di una buona stagione ma paga lo scotto dei quasi debuttanti.

Per approfondimenti consultate la pagina Facebook Lupi si Nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.

Le foto nell’articolo sono prese dalla pagina Mamma mia che Cosenza.

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