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Gli attributi del Cosenza

Non conosce sosta il trend positivo del team di Roselli. Soddisfazioni anche per il vice De Angelis, per lui 2 panchine e 2 vittorie.

Nove giornate di campionato non saranno sufficienti per stilare un bilancio definitivo ma sono utili per tracciare delle linee guida da seguire per capire l’andamento generale. Innanzitutto c’è la classifica a parlare, i numeri non mentono mai e non possono essere contraddetti. Il Lecce non perde un colpo e continua a macinare gioco, gol e risultati, sospinto da Torromino che ne fa tre alla Virtus Francavilla e si porta a casa il pallone. Il Foggia, contrariamente alle aspettative, ha clamorosamente rallentato, un solo punto nelle ultime due uscite e quattro schiaffi sonanti in quel di Castellammare di Stabia. Il Matera fa un sol boccone del Catanzaro di Mario Somma. Il Monopoli fa la voce grossa irrompendo nelle zone alte della classifica ma c’è il rischio vertigini. Il terzo posto, in concomitanza con la Juve Stabia, è proprio del Cosenza.

La gioia di Baclet e Filippini (Lupos photo)
La gioia di Baclet e Filippini (Lupos photo)

Sesto risultato utile consecutivo, terza vittoria di fila (prima volta nell’era Roselli), 19 punti e un importante +5 rispetto alla passata stagione. Questi sono i numeri dei rossoblu, poi c’è la tenacia di non abbattersi mai anche quando la partita sembra compromettersi. L’orgoglio di reagire istantaneamente dopo aver subito il gol dello svantaggio, l’orgoglio di gridare per la rabbia e per il dolore di una ferita lancinante, quasi a ritenere inappropriata la punizione patita. Non può essere solo un caso che per due volte in sette giorni questa squadra abbia ottenuto il bottino pieno rimontando lo svantaggio iniziale. Il carattere mostrato in più di un’occasione, diventato ormai una caratteristica in dote e nelle corde della compagine silana. La classe di alcuni singoli che sta uscendo alla distanza, che inizia a intravedersi e lascia ben sperare per il prossimo futuro. Parliamo di Mungo, Filippini (tutto suo il merito della doppia ammonizione di Alcibiade), Ranieri e Baclet; tutti giocatori che stanno dimostrando di saperci fare, di saper dare del tu al pallone. E’ importante sottolineare come questi siano elementi nuova nella rosa, il Cosenza ha senza dubbio acquisito valori nuovi e accresciuto il livello tecnico nel proprio organico. Pazienza se spesso i primi tempi sono all’insegna della noia e degli sbadigli, è accaduto anche ieri sera quando il playmaker paganese Pestrin è stato libero di giostrare per 45 minuti, fortuna che l’accortezza della muraglia rossoblu e la giornata no di Reginaldo hanno vanificato il tutto.

Non si può più parlare di fortuna, a maggior ragione se si dà credito al detto secondo cui la buona sorte aiuta gli audaci. Questi lupi ringhiano e se la fortuna li aiuta è perchè l’hanno cercata e inseguita con la bava alla bocca. Non sono semplici attributi da dare al Cosenza, è il Cosenza che ha gli attributi, e anche belli grossi. Ora sotto con la settima meraviglia, lo stadio “Degli Ulivi” di Andria è un altro fortino da espugnare prima di far visita alla Juve Stabia, primo vero snodo cruciale della stagione. La sfida alle vespe metterà in palio punti che contano e che peseranno nel computo degli scontri diretti.

Per approfondimenti consultate la pagina Facebook Lupi si Nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.

L’immagine di copertina è presa dalla pagina ufficiale del Cosenza Calcio.

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