Banner Conad

Calabria: respinto il ricorso proposto dalla Democrazia cristiana

La Corte costituzionale respinge il ricorso della Democrazia cristiana di Rotondi; in esame invece il ricorso avanzato da Wanda Ferro

ricorsoRespinta dalla Corte costituzionale il ricorso proposto dalla Democrazia cristiana di Rotondi per quanto concerne le ultime elezioni regionali calabresi. La legge elettorale che ha permesso la formazione del nuovo team regionale è stata promulgata dal consiglio in regime di prorogatio, cioè dopo le dimissione dell’allora Governatore Giuseppe Scopelliti, presidente della regione Calabria dal 30 marzo 2010 al 29 aprile 2014.

Si allontana, dunque, l’ipotesi di scioglimento anticipato del Consiglio regionale, spesso richiesto sia dall’opposizione che dalla maggioranza come sottolinea il Senatore Paolo Noccarato: “Malgrado gufi, rosiconi e vampiri, per decisione della Corte Costituzionale è calato il sipario su tutte le voci di scioglimento del Consiglio regionale della Calabria. Infatti la richiesta della DC, con apposita ordinanza, è stata ritenuta tecnicamente inammissibile come avevo ripetutamente sostenuto e come avrebbe appreso chiunque si fosse soffermato a leggere le carte. Resta da approfondire il comportamento di chi ha alimentato per mesi tale illusoria aspettativa e soprattutto per quali nobili motivi lo ha fatto.”

Dunque la Consulta ha ritenuto non ammissibili le argomentazioni dei rappresentanti della Democrazia cristiana, essendo le liste del partito assenti alla consultazione elettorale.

I fautori del ricorso ritenevano che il consiglio non aveva i poteri per farlo non entrando la legge elettorale fra le attività di ordinaria amministrazione, le uniche che possono portare avanti il consiglio in regime di prorogatio. Il Tar ha ritenuto la materia di competenza della Corte costituzionale e ha sollevato la questione inviando gli atti alla Consulta.

Aperto inoltre il ricorso avanzato dalla candidata alla presidenza della Regione, Wanda Ferro, esclusa dal Consiglio, che sulla questione afferma: “Mi posso dire soddisfatta del fatto che il mio ricorso, dopo un’attesa di due anni, sia stato preso in esame.” Conto alla rovescia dunque sull’esito del ricorso proposto da Wanda Ferro, che pone l’accento sulla dichiarazione di incostituzionalità del nuovo meccanismo elettorale perché introdotto da un Consiglo in regime di prorogatio.

“Si temeva –
ha concluso la Ferro – un rinvio. La mia è una battaglia di trasparenza e democrazia. Per quanto riguarda l’esito sono fiduciosa nella magistratura”.

Condividi questo contenuto