La parabola ascendente di Gambo gol, che ha raggiunto la piena maturità calcistica con gli “enta” e oggi scalda i cuori dei tifosi rossoblu.
Giuseppe Gambino, 32 anni, professione bomber. La carriera del Gambo è fatta di tante cadute e risalite. Premesse da sogno, il settore giovanile tra le fila della Sampdoria. Poi la gavetta, più lunga del previsto, in giro per i campi della Serie D e qualche sporadica apparizione nelle categorie superiori. Gaeta, Teramo, Brindisi, dovunque una miriade di gol, anni e anni a fare da spauracchio delle difese avversarie. Come da lui stesso confessato nella trasmissione Lupi si Nasce: “Non ero quello che si può definire un calciatore irreprensibile, del tutto dedito alla professione. Consideravo il calcio solo come un piacevole passatempo, con la testa spesso ero altrove. Dopo ho iniziato a capire che questo sport richiedo impegno, sacrificio e professionalità. Ho messo la testa a posto e le cose hanno cominciato a girare per il verso giusto“.

Così è arrivata la consacrazione, da due stagioni a questa parte, sul palcoscenico della Lega Pro. 34 presenze e 10 gol a Monopoli, un buon bottino che ha contribuito alla salvezza dei pugliesi, raggiunta sul filo di lana ai playout. Il Cosenza gli mette gli occhi addosso e Gambino non ha bisogno di pensarci troppo, in un batter d’occhio decide di sposare la causa rossoblu. L’ennesimo trasferimento in quello che è ormai diventato un girovagare continuo per le piazze dell’Italia calcistica. “Mi piacerebbe riuscire a restare finalmente per più di una stagione nella stessa città, sono stato molto sfortunato nella mia carriera, ho vissuto sulla mia pelle diversi fallimenti delle squadre in cui militavo e giocoforza ho dovuto cambiare aria. Cosenza è l’occasione giusta per rimanere in pianta stabile“. La sua è una maglia che pesa, per la prima volta dalla scomparsa dell’indimenticato Gigi Marulla alla casacca numero 9 è associato un nome; l’attaccante siciliano non appare per nulla intimidito, nel salotto televisivo presieduto da Rita Rossi ammette fiero: “Ho capito da subito che quella maglia sarebbe stata mia e avevo ben chiaro cosa significasse indossarla a Cosenza, ma ho le spalle larghe per vestirla e la giusta grinta per onorarla“. Parole che si sono trasformate in fatti fin da subito, un esordio da sogno con una rete realizzata nel derby che sarà tramandata ai posteri, una presenza fissa nella metà campo avversaria con altre 3 segnature di pregevole fattura, ma soprattutto tanto impegno e tante botte solo per difendere un pallone. E’ questo il lavoro che mister Roselli vuole dalla sua prima punta, è questo quello che ha convinto una tifoseria intera ad avere già a cuore in soli due mesi di campionato le sorti del suo attaccante principe.
Le sue sportellate contro le rocciose difese avversarie stanno diventando un must da queste parti, anche su questo dimostra di avere le idee chiare: “Io e Baclet insieme? Perchè no! E’ il compagno d’attacco giusto per fare la guerra contro tutti“. In ultimo una promessa: “Al prossimo gol esulterò ululando come un vero lupo“. Speriamo di poterci gustare la scena già Domenica sera, contro la Fidelis Andria, una delle sue tante ex squadre.
Per approfondimenti consultate la pagina Facebook Lupi si Nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.
L’immagine di copertina dell’articolo è di Marco Belmonte.
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