Ai piedi della Sila si erge il centro di ricerca firmato Ntt Data, leader nella realtà tecnologica. Qui il Giappone incontra giovani promesse calabresi ed è valzer di innovazioni
Soltanto all’inizio di ottobre la Ntt Data, leader nella realtà tecnologica made in Japan, aveva annunciato di intervenire nel Sud Italia, scegliendo come polo privilegiato la Calabria e in particolare modo la città di Cosenza. Così ogni mese ai piedi della Sila vi è un via vai di manager e imprenditori giapponesi della Ntt Data, i cui centri di ricerca si contano a Tokyo, a Palo Alto in California e Cosenza.

A Repubblica.it, Emilio Graziano, vice presidente della Ntt Data Italia, ha raccontato la realtà cosentina made in Japan: “Qui a Cosenza abbiamo 200 dipendenti con un’età media di 33 anni, e ne assumeremo altri 150 entro il prossimo anno. Sono tutti ingegneri informatici usciti dalle università della Calabria e lavorano con contratti a tempo indeterminato, senza jobs act”.
Emilio Graziano 53enne calabrese, insieme ai coetanei Giorgio Scarpelli, vice presidente, e Roberto Galdini, senior manager nel 2001, ha avviato una startup specializzata nella sicurezza informatica, trasferita poi ad un gruppo italiano di consulenza manageriale e, infine, alla Ntt Data.
“Volevamo fare qualcosa per la nostra terra, ma senza l’alibi dei problemi del Sud – prosegue Graziano – Abbiamo rinunciato agli scambi politici e alla finanza agevolata puntando sull’università e sulla voglia di riscatto dei giovani calabresi. Un’alchimia, quella con l’ateneo, che funziona e che piace anche ai giapponesi: ormai ci considerano uno dei loro fiori all’occhiello. Abbiamo dimostrato che si può creare lavoro anche in Calabria. Ora tocca agli altri, ma mi sembra che intorno si stia muovendo poco”.
A settembre, Walter Ruffiani commentava il fascino che i giapponesi hanno subito dalla realtà universitaria cosentina, nella quale Ntt Data ha investito 300 milioni di euro: “Ciò che ha colpito maggiormente i giapponesi è il mix ottimale tra costo, qualità e creatività”.
E proprio a parlare dell’UniCal è Domenico Saccà, docente al dipartimento di Ingegneria informatica: “La nostra offerta cresce però la domanda innovativa del territorio è ferma. È un peccato, perché proprio così si battono mafia e arretratezza”.
Dunque forza lavoro calabrese e giapponese sinergicamente lavorano nel centro cosentino in funzione di una crescita economica e tecnologica. Un futuro quindi è possibile ed è visibile attraverso il sapiente investimento della Ntt Data. Repubblica.it ha avuto l’occasione inoltre di entrare in contatto con giovani laureati, tra cui Annalisa, trentatreenne calabrese: “Appena laureata pensavo di dovermene andare dalla Calabria. Era una scelta obbligata, qui chiudevano tante aziende. Poi sono entrata nella Ntt che all’inizio mi ha mandato tre anni a Milano, in Germania e in Inghilterra: ora eccomi di nuovo a Cosenza, dove mi sono portata dietro anche il contatto con il cliente che curavo in Gran Bretagna”.
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