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Cosenza troppo brutto per essere vero

Riaffiorano i fantasmi del recente passato in casa rossoblu. Partita inguardabile della squadra di Roselli.

I tifosi del Cosenza giunti ieri al "De Simone" (photo Martina Visicale)
I tifosi del Cosenza giunti ieri al “De Simone” (photo Martina Visicale)

SESTA SCONFITTA Ci risiamo. Dopo 15 giornate di campionato non bastano più le dita di una mano per contare le domeniche da dimenticare per il Cosenza. Quella di ieri è la sconfitta numero sei, la quarta in poco più di un mese, e pensare che nello scorso campionato i silani impiegarono 34 partite per arrivare a questo risultato. A dirla tutta non ci sono solo le sconfitte nelle prestazioni da accantonare e mettere nel dimenticatoio, bensì anche il derby con la Reggina, chiuso con un pareggio d’oro, e la sofferta quanto immeritata vittoria conseguita contro la Virtus Francavilla nei minuti finali. Un segnale piuttosto allarmante per le sbandierate ambizioni di migliorare il ranking della passata stagione. Non c’è davvero nulla da salvare nella scialba gara giocata dai rossoblu in quel di Siracusa.

Una sola incursione una, nell’area avversaria, merito di Mungo nell’arrivare a tu per tu con il portiere siciliano, demerito del centrocampista nel farsi ipnotizzare da Santurro quando il gol sembrava cosa fatta. Per il resto il Cosenza non è pervenuto, nessun tiro in porta da segnalare nel tabellino finale delle statistiche. Di contro un miracolo, il solito miracolo al quale siamo ormai abituati, di Perina sulla conclusione a botta sicura di Cassini. Poi tanta sofferenza, con lo sgusciante Valente che ha fatto ammattire la difesa silana, e Scardina, alla prima segnatura stagionale, che al 65′ è riuscito a sfruttare al meglio una dormita di Blondett e Tedeschi spingendo di testa la palla in rete e portandosi a casa la palma di match winner. Ai padroni di casa manca anche un rigore negato dall’arbitro Andreini di Forlì; è sembrato evidente il fallo di mano di D’Anna sul tiro del solito Valente. A nulla sono valsi i cambi di Baclet, Cavallaro e Criaco per risollevare le sorti dell’incontro.

SENZA MORDENTE Troppo apatica e prevedibile la manovra degli uomini di Roselli per mettere in difficoltà i padroni di casa, che hanno affrontato l’impegno con la giusta cattiveria agonistica. Tutt’altro discorso va fatto per i lupi, sembrati più che altro degli agnellini impauriti. Tanti, troppi palloni gettati alla viva il parroco da Tedeschi nel deserto del reparto offensivo rossoblu, nel tentativo di saltare puntualmente un centrocampo incapace di impostare una singola azione degna di nota. Caccetta costantemente aggredito dalla verve degli incontristi di mister Sottil, con la naturale conseguenza che il pallone gli è stato sradicato dai piedi in ogni singola circostanza. Dopo tre buone prestazioni, che comunque avevano portato in cascina solo 4 punti, siamo punto e daccapo. Si è rivisto il Cosenza inesistente della trasferta di Andria, se non peggio. Urge correre ai ripari, non si può e non si deve incorrere ciclicamente negli stessi errori. Il girone d’andata volge al termine, il margine di ripresa inizia ad assottigliarsi.

Perina non può nulla sul colpo di testa vincente di Scardina (photo Martina Visicale)
Perina non può nulla sul colpo di testa vincente di Scardina (photo Martina Visicale)

INTERVENTI URGENTI Sarà il solito refrain, la solita frase fatta, ma mai come ora c’è bisogno che giocatori, allenatore e società si rimbocchino le maniche e dimostrino fin dal prossimo impegno casalingo contro il Catania che queste parole sono solo frutto del pessimismo leopardiano che appartiene ai tifosi più sanguigni nei momenti immediatamente successive alle sconfitte e che immancabilmente si trasforma in ottimismo subito dopo le vittorie. C’è da colmare un gap caratteriale che assume proporzioni sempre più preoccupanti. E’ stato disperso del tutto l’entusiasmo sfrenato del derby stravinto alla prima giornata, quando l’onda di quel fantastico e storico risultato avrebbe dovuto trascinare la squadra per un lungo periodo.

La finestra di mercato che si aprirà nel mese di Gennaio impone al DS Cerri di intervenire prontamente. Gli obiettivi da centrare sono presto detti, un terzino, un centrocampista e, se il presidente Guarascio si sentirà abbastanza magnanimo, un attaccante di categoria. Ma forse quello che conta e che cambierà le carte in tavola sarà scovare non dei semplici calciatori, ma degli uomini con gli attributi al posto giusto in grado di imporre in maniera preponderante la propria personalità. E’ proprio questo che latita dalle parti del “S.Vito Marulla“.

Per approfondimenti consulta la pagina Facebook Lupi si nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.

 

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