Un concerto è emozione, melodia, istantanee di un viaggio, intimità, gioia, tormento, ma più di tutto è musica

Ore 21.10 Niccolò a passo lento calpesta delicatamente il palco, accolto dagli applausi di un pubblico che è lì per lui e non solo, è lì anche per ricordare Lilli. Le luci sono la coreografia di uno spettacolo dove si alternano il rumore dell’emozioni all’intimità dei ricordi, come intimo è l’artista nel raccontarci il suo viaggio nella musica, il suo modo di vedere la vita. Inconfondibile è lo stile nell’affrontare argomenti tanto attuali ma così difficili da raccontare, unico nel suo genere.
La platea silenziosa ascolta il suo racconto prudente di una Città che ha perso la sua identità, di una società che ha perso l’unione, di un mondo fatto di tangenziali, centri commerciali, dove a vincere è sempre la politica dei “palazzinari” e in cui i colori dei sogni lentamente sbiadiscono. Niccolò invita tutti a “fare finta che” ci sia un mondo migliore ove sia possibile “volare e sconfiggere il male”, dove se anche ci fosse un diverso non ci sia la voglia di alienarlo. Le luci del teatro sono soffuse e piano piano ci avviciniamo ad un emisfero sempre più interiore dove i desideri più nascosti sono messi a nudo: “Allora vorrei evaporare per essere dovunque ed entrando nei respiri comprendere i pensieri, imparare a pattinare su questo oceano di ghiaccio e a tendere il mio arco fino a non potere fare di più”.
Per il cantautore tutto è “Elementare come un bacio in una favola, come il sonno la domenica, come un’altalena libera come un pallone che rotola”, come la “Regina che ci nasconde qualcosa” e come l’amore che governa ogni movimento, ogni palpito ed ogni singolo respiro ma che talvolta è anche dolore, disperazione perché rappresenta una fine, il fiore che pian piano appassisce, quella splendida “Mimosa” ci rammenta un amore consumato dal tempo, un amore che porta una relazione a concludersi, non a caso in una della più belle città del mondo, Roma. il pubblico è carico e vuole essere più partecipe, fare rumore, farsi sentire da Lilli, Niccolò questo lo sente e coinvolge la platea nel suo viaggio, e anche se non si è perfettamente intonati, chi se ne frega, l’importante è che lassù arrivino le emozioni di una notte fatta di ricordi, di una notte magica, e che Lilli possa sorridere come ha sempre fatto.
Si accendono le luci, tutti sono in piedi ed un applauso lungo qualche minuto riempie il silenzio, Niccolò è lì sul palco a prendersi il meritato consenso del pubblico del Rendano, emozionato e felice di essere lì con tutti gli amici di Lilli, Le luci si spengono, il sipario si chiude, la gente lascia il teatro, regna il silenzio ma nell’aria resta un soffio di vita…Ciao Lilli a presto.
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