In un Italia sempre più digitalizzata e connessa, lo sviluppo della banda larga, a livello regionale, sembra essere ancora eterogeneo. Le infrastrutture disponibili nel Paese sono poche, e il loro effettivo utilizzo è ancora minimo. Il 2017 si prospetta come l’anno della svolta, ma per la Calabria l’attesa è ancora lunga
Tra i temi più caldi del nuovo anno, ecco emergere la digitalizzazione del Paese. In un mondo sempre più connesso, interattivo e social, l’interesse per il digitale si fa di giorno in giorno più vivo. L’Italia si classifica tra gli ultimi Paesi in Europa per copertura di banda larga fissa: nel 2015 il 44% delle abitazioni è stata raggiunta da una rete ad almeno 30 Mbps e il 19% a 100 Mbps. Dietro di noi solo la Grecia, per connessioni superiori a 30 Mbps, alla quale si aggiungono anche Polonia e Bulgaria per connessioni superiori a 100 Mbps. Il 2017 si prospetta come l’anno della svolta. Importante passo in tal senso, è rappresentato dalla chiusura della gara relativa al primo bando Infratel da 1,4 miliardi per la realizzazione della rete in fibra nelle aree a fallimento di mercato in Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto. Per la Calabria, così come per Puglia e Sardegna, invece, i tempi di attesa sembrano essere più lunghi.
Dal punto di vista regionale, il quadro della disponibilità di infrastrutture è abbastanza eterogeneo: con il 76% di abitazioni coperte a 30 Mbps, la Calabria si classifica al primo posto tra le Regioni italiane per copertura di banda larga fissa. La Valle d’Aosta è invece ultima, con circa l’1% delle proprie abitazioni raggiunte. Più in generale, le Regioni del Sud hanno ampia disponibilità di connettività a 30 Mbps, più critica risulta la situazione nel Nord e nel Centro Italia.
Diverso il quadro relativo alla disponibilità di banda larga a 100 Mbps: solo Lombardia e Lazio superano la media nazionale delle abitazioni coperte a questa velocità. Indietro regioni quali la Campania (14%), la Liguria (14%), Emilia Romagna (13%) e Piemonte(13%). Tra le Regioni che nel 2015 hanno registrato i maggiori incrementi in fatto di banda larga veloce, troviamo la Calabria, il Molise, la Puglia e la Basilicata con miglioramenti compresi tra il 2 e l’8% delle coperture.
Seppur la disponibilità di banda larga in Italia non sia ancora allineata agli standard europei, stando ai dati, nemmeno quella presente è impiegata a dovere. Le linee attive utilizzate in modo effettivo dagli italiani sembrano infatti essere nettamente inferiori alla disponibilità di copertura del territorio nazionale. Secondo quanto stimato, solo il 53% delle abitazioni italiane usa una connessione a banda larga ad almeno 2 Mbps. Per non parlare di quelle a 30Mbps o a 100 Mbps che si attestano rispettivamente, ad appena il 3 e lo 0,5%.
Per far in modo che il progetto di digitalizzazione dello Stivale diventi una realtà concreta, è necessario investire sulla copertura, lavorando sul miglioramento delle infrastrutture in modo da incrementare la domanda da parte di cittadini ed imprese, fornendo servizi adeguati alle esigenze di una collettività sempre più online!
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