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Regione Calabria

Scandalo vitalizi: proposta di legge “inopportuna”, Oliverio pronto a richederne l’immediato ritiro

L’ombra dei cari vecchi vitalizi torna di nuovo ad incombere su Palazzo Campanella. La Calabria grida allo scandalo e la Regione è travolta dalla bufera. Pesanti le critiche nei confronti della nuova proposta di legge relativa al trattamento pensionistico dei consiglieri regionali. Dura la reazione da parte di Oliverio, pronto a porre la fiducia nel caso in cui il progetto dovesse arrivare in aula. Netta anche l’opposizione da parte di Nirto di fronte ad una proposta di legge “non prioritaria ed inutile”

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Scandalo vitalizi: proposta di legge “inopportuna”, Oliverio pronto a richederne l’immediato ritiro

E’ un clima di forte indignazione ed insofferenza quello che si respira nel popolo calabrese, in seguito alla nuova proposta di legge avanzata e sottoscritta da 20 consiglieri regionali appartenenti a tutti gli schieramenti politici, relativa al trattamento pensionistico degli eletti a Palazzo Campanella. Un progetto che, secondo il consigliere regionale Domenico Battaglia (PD) in prima fila tra i firmatari, “mira ad introdurre anche in Calabria, il sistema contributivo previdenziale per gli eletti in Consiglio regionale”, ma che per molti, rappresenterebbe in realtà un subdolo tentativo di reintrodurre il vecchio privilegio dei vitalizi, una delle più grandi onte per la politica regionale, spazzata via in seguito alla spending revue.

A sottoscrivere la proposta di legge regionale sulla “Disciplina del sistema previdenziale di tipo contributivo e del trattamento di fine mandato per i consiglieri regionali” – al vaglio della commissione Affari Istituzionali per l’esame di merito della commissione Bilancio per il parere finanziario – i consiglieri: Mimmo Battaglia (Pd), Giuseppe Aieta (Pd), Giovanni Arruzzolo (Ncd), Domenico Bevacqua (Pd), Arturo Bova (Democratici progressisti), Francesco Cannizzaro (Casa delle libertà), Francesco D’Agostino (Oliverio presidente), Mauro D’Acri (Oliverio presidente), Baldo Esposito (Ncd), Giuseppe Giudiceandrea (Dp), Giuseppe Graziano (Cdl), Orlandino Greco (Op), Michele Mirabello (Pd), Ennio Morrone (Forza Italia), Sebi Romano (Pd), Antonio Scalzo (Pd), Franco Sergio (Op), Giuseppe Neri (Dp), Giovanni Nucera (La Sinistra) e Vincenzo Pasqua (Op).

Molto dura la reazione da parte del governatore della Calabria, Mario Oliverio, attivatosi fin da subito per richiedere l’immediato ritiro di una proposta di legge “serve solo ad alimentare le trombe del populismo e dell’antipolitica” e pronto a porre la fiducia nel caso in cui la stessa dovesse arrivare in aula. Nettamente contrario anche il Presidente dell’assemblea legislativa calabrese Nicola Irto, convinto dell’inutilità di un simile progetto di legge, deciso nel perseguire una politica che abbia come priorità la tutela dei diritti dei calabresi, a partire da disoccupati e senza reddito, in una regione economicamente in ginocchio, nella quale si registra il più alto tasso di disoccupazione d’Italia.

“Questo progetto di legge deve cedere il passo dinanzi alle ben altre emergenze che contraddistinguono la realtà socio-economica calabrese – ha affermato Nirto – In una regione i cui gli indicatori sono complessivamente così negativi il lavoro delle Commissioni e dell’Aula va concentrato sui tanti problemi che attanagliano il nostro territorio e non su tematiche che rischiano di scadere nell’autoreferenzialità. Confidiamo nel senso di responsabilità degli eletti calabresi all’interno del Consiglio regionale”.

 

 

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