Sempre più spesso gli italiani cercano una soluzione per porre rimedio al grigiore e allo smog cittadino, circondandosi di quel verde necessario per respirare aria pulita e per rallegrare l’umore, magari al termine di una giornata lavorativa trascorsa fra ufficio e traffico snervante. Ed ecco che creare un proprio orto rappresenta un modo eccezionale per poter svuotare la mente e per poter riempire i polmoni: ma come fare se non si possiede un terrazzo o un giardino? Con le coltivazioni indoor, ovviamente: un sistema intelligente e green per dipingere di un verde naturale le nostre case.

Verde in casa: perché è importante?
Avere un angolo verde in casa, o addirittura un’intera stanza destinata ad una coltivazione domestica, significa poter contare su una serie sconfinata di vantaggi non solo per la nostra mente e per il nostro corpo, ma anche per quanto concerne lo stile della nostra abitazione. Le coltivazioni indoor sono infatti essenziali per vivere in un ambiente sano e dotato di aria pura, per via dell’ossigeno rilasciato dalle piante durante la fase di fotosintesi, ma anche per potersi circondare da colori amichevoli in grado di risollevare il nostro umore, e di farci sentire in pace con noi stessi. Infine, una coltivazione casalinga aggiunge anche un tocco di bellezza allo stile della nostra casa, come ad esempio nel caso degli orti verticali o sferici.
Coltivazioni indoor: quali sono le tecniche principali?
Quando si parla di coltivazione indoor, esistono davvero tanti sistemi per realizzare orti domestici belli e funzionali: basti pensare ad esempio a soluzioni accessibili come i pallet verticali e orizzontali, o a coltivazioni senza tempo posizionate all’interno di vecchi sacchi di iuta o di secchi in alluminio. Eppure, le tecniche più all’avanguardia per la coltivazione indoor sono altre: parliamo, nello specifico, delle coltivazioni aeroponiche e delle coltivazioni idroponiche.
Aeroponica e idroponica: differenze e vantaggi
Partiamo dalla più moderna: la coltivazione aeroponica. Di cosa si tratta? Parliamo di una tecnica di coltivazione indoor che non prevede la presenza né di substrati né di terriccio, dato che le piantine vengono collocate su una struttura a sospensione e nutrite tramite l’irrorazione di goccioline di acqua e nutrienti. Nel caso della coltivazione idroponica, nota anche come idrocoltura, il nutrimento delle piantine avviene fuori suolo anche in questo esempio, ma comunque su un supporto rappresentato da un substrato non di terriccio, ma composto da materiali inerti come l’argilla espansa, la zeolite o la lana di roccia. Quali sono i vantaggi? Nel caso dell’aeroponica si ha un risparmio in termini di risorse idriche notevole, perché la nebulizzazione spreca molta meno acqua. Nel caso dell’idrocoltura, invece, il miglior vantaggio è la possibilità di controllare l’insorgere di malattie, risparmiando anche un considerevole quantitativo di spazio.
Vai al contenuto




