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Francesco Totti e Alessandro Del Piero

Calcio, non è un Paese per le bandiere …

Cinque anni fa, in una triste domenica di Maggio, mi commuovevo come tanti nel vedere uno stadio pieno a osannare un campione che dopo vent’anni circa si toglieva la maglia della squadra di calcio che lo aveva reso leggenda

Sembrava non dovesse arrivare mai quel momento, il momento in cui un campione che per vent’anni ha indossato quella maglia, che lo aveva reso davvero leggenda del calcio, quasi come se quella maglia se l’avesse cucita addosso… e invece eccolo issarsi sulla balaustra dello stadio con braccia a formare la forma di una v di vittoria e salutare la sua gente: Alex chiuderà la sua avventura alla Juve per volare a Sydney senza polemica per come la società aveva deciso di chiudere il più lungo capitolo di un amore bianconero.

Francesco Totti e Alessandro Del Piero - Calcio, non è un Paese per le bandiere
Francesco Totti e Alessandro Del Piero

Ma non è stato sempre amore : l’Italia era di DelPieristi e Baggisti e se a Baggio veniva riconosciuta una grandezza per la sua classe cristallina con cui accarezzava il pallone, gli si rimproverava questa scarsa attitudine a legarsi con allenatori e squadre e se a del Piero gli si rimproverava una parentesi buia in termini di prestazioni dopo il grave infortunio di Udine dall’altra gli si dava merito di un talento puro fatto di magie, gol alla “ Del Piero”, camionate di trofei vinti con lui alla Juve e soprattutto una ineccepibile professionalità, un essere leader silenzioso, un non scender mai in polemiche, un saper accettare anche di stare in panchina in silenzio perché gli altri correvano più di lui, un sapersi rialzare ogni volta che inciampava.

Io Baggio non l’ho mai amato… mentre di recente ho imparato ad apprezzare un altro Campione a modo suo… uno che potrebbe candidarsi a Roma e diventare Sindaco, uno che nella Capitale è stato da sempre l’ottavo re di Roma, uno che con il pallone tra i piedi ha fatto quello che ha voluto incluso un cucchiaio durante un Europeo a quello spilungone di Van der Sar, uno che ci ha purgato anche stavolta, uno che in un derby si inventa il selfie della Curva giallorossa, uno che randella Balotelli con un fallaccio da dietro , sputa in faccia a un certo Poulsen e mostra le quattro dita a Tudor dopo che la Juve ne ha prese 4 dalla Roma.

Francesco Totti domani entrerà in un Olimpico che ospiterà la squadra che è stata di Alex e che verosimilmente festeggerà la conquista dell’ennesimo scudetto. Conoscendo l’indole di Francesco pagherebbe di tasca sua per poter giocare la sua ultima Roma –Juventus per cercare di fare uno scherzo ai rivali, facendogli rimandare la festa e facendogli tenere lo champagne in frigo per almeno un’altra settimana.

Francesco come Alex si è cucito la maglia e a fatica riesce a togliersela. Tanto più che come Alex questa decisione è stata indotta dalle rispettive società che pur riconoscendone le loro corrispettive grandezze non sono riusciti a trovare un modo elegante per far si che l’addio potessero dirlo i diretti interessati. Agnelli liquidò Alex, Monchi e Pallotta e le tante panchine imposte da Spalletti stanno pre-pensionando Francesco. Lui che negli anni di polemiche ne ha fatte , nell’ultimo periodo con saggezza ha deciso di non parlare per tutelare la sua immagine e l’immagine della società per cui ha dato tanto e con cui ha vinto poco. Francesco dalla Roma ha sicuramente ricevuto meno di quanto lui ha saputo offrire alla Roma.

Alex e Francesco: due miti e due amici anche fuori dal campo. Si rispettavano pur odiandosi reciprocamente per le maglie di appartenenza. Hanno staffettato e hanno gioito assieme a Berlino con la Nazionale… in maglia azzurra avrebbero potuto dare di più in alcuni momenti, ma in qualunque parte del mondo sono stati sono stati venerati e osannati. Totti avrebbe potuto giocare al Real Madrid , a Madrid Alex ha fatto alzare in piedi uno stadio intero quando venne sostituito dopo aver regalato due perle balistiche. I tifosi del Bernabeu solo in un’altra occasione avevano dedicato una standing ovation per un giocatore che non vestiva la camiseta blanca: un certo Luis Figo.
Francesco ha sposato una vip: Ilary Blasi . Alex una commessa. Ma entrambi si stanno dimostrando campioni anche nel modo in cui tutelano la loro vita privata, cercando di non apparire mai sotto i riflettori se non in centellinate occasioni.

Domani per Francesco Roma Juve avrà significati più profondi oltre a quelli connessi con la posta in palio della partita. E forse pensando a fra due settimane quando per l’ultima volta calcherà l’erba dell’Olimpico come giocatore della Roma gli verrà in mente quella scena dell’amico Alex che sulla balaustra si congedava dalla sua gente … Francesco anche questa volta non ci stupirà e saprà regalarci l’ultima magia del Capitano.

Francesco mi è piaciuto subito. Non solo come calciatore ma anche come persona. È un fenomeno, giocatore raro. Sembra quasi che quando è nato, il Padreterno gli abbia detto: vai giù e gioca a pallone e basta. E lui ha fatto quello che gli è stato ordinato. (Luigi Riva)

l mio idolo. [Lui calcia le punizioni meglio di me] E non lo dico così per dire. Io sono bravo dal limite, soprattutto. Ale, anche da più lontano. Colpisce la palla in modo tale che ne escono traiettorie forti, strane. Penso a quella che rifilò allo Zenit. Calcia con un effetto “muy raro”, fossi un portiere non saprei dove piazzarmi. (Ronaldinho)

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