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Missione Matera: Profumo di B tra i sassi

«Qual è la vera vittoria, quella che fa battere le mani o battere i cuori?» Pier Paolo Pasolini.

Federico tra i sassi
Federico tra i sassi

Appena arrivato a Matera in missione per conto della nostra grande passione rossoblu, il destino mi ha posto su un piatto d’oro un’occasione unica per dare un contributo fattivo alla nostra causa. Infatti, mentre circolavo con la mia automobile per le vie cittadine alla ricerca della struttura che attualmente mi ospita ho visto sfilare a passo svelto due importanti giocatori del Bue. Ho subito pensato: “È fatta! Li metto sotto così salteranno le partite contro il Cosenza!”. Ovviamente ho accantonato subito questa idea, convinto del fatto che il più grande aiuto che un tifoso possa dare alla propria squadra sia recarsi allo stadio per sostenere i propri colori fino a perdere la voce.

Mentre mi trovo in missione nella città dei Sassi la mia mente è affollata da un mix di pensieri. Sicuramente la settimana appena iniziata e che conduce all’esaltante doppia sfida vitae ac nècis contro il Matera ha un sapore o, parafrasando le parole del presidente Guarascio, un “profumo” particolare. In effetti, le polemiche e le contrapposizioni infinite – spesso innescate e veicolate dalle puntuali orazioni del Maestro di turno che attraverso i social si autocompiace illustrando alla massa le sue dottrine apodittiche – che hanno preceduto la partita contro la Paganese sembrano ora aver ceduto il passo a più sani e producenti ragionamenti sul calcio giocato e da giocare. Alla vigilia dei playoff tutti i tifosi rossoblu speravano di ammirare un Cosenza diverso rispetto a quello visto in campionato e così è stato nella prima gara. I lupi hanno giocato da squadra (finalmente!), in maniera intelligente, con l’approccio mentale giusto e sfruttando al meglio le caratteristiche dei singoli.

Profumo di "B"
Profumo di “B”

Il modulo utilizzato da mister De Angelis appare quello maggiormente idoneo a vestire il Cosenza formato playoff, ossia un 4-4-1-1 di chiara matrice “roselliana” ma opportunamente rivisitato ed arricchito con un atteggiamento molto più propositivo e geometrico in fase offensiva, cioè non esclusivamente o prioritariamente votato alla difesa della propria porta per poi ripartire il più velocemente possibile verso quella avversaria presi per mano dalla Moira come accadeva con la precedente gestione tecnica. Insomma, organizzazione in difesa, adeguato “filtro” a centrocampo e veloci ripartenze in avanti fondate su schemi razionali e predeterminati.

Sono emersi su tutti Mendicino che ha fatto reparto da solo e, ovviamente, l’autore dei due (euro) gol Mungo. Se proprio ci si vuole avventurare in analisi specificamente tattiche dell’incontro, si potrebbe affermare che l’unica situazione da correggere in vista del doppio confronto con il Matera è la troppa distanza tra il centrocampo e l’attacco mostrata in troppi momenti della gara contro la Paganese. In generale, la bella vittoria contro la scorbutica squadra campana è arrivata attraverso una prestazione ineccepibile dal punto di vista dell’attenzione e dell’intensità e cioè proprio da quei fattori che hanno costituito per tutto il campionato il tallone d’Achille del Cosenza. E questo consente tanto alla truppa silana di acquisire maggiore consapevolezza delle proprie possibilità, quanto alla tifoseria di riscoprire compiutamente il dolce amore nei confronti dei lupi (ostacolato dal continuo chiacchiericcio degli immancabili “tiraturi” e “tagliaturi” e dei soliti intellettuali alla ricerca del nutrimento per il proprio Ego) ritornando a gremire gli spalti del “S.Vito Marulla“.

L'abbraccio tra De Angelis e Guarascio
L’abbraccio tra De Angelis e Guarascio (photo Mannarino)

E allora lasciamoci tutti rapire dal dolce sogno mettendo da parte certe prassi deleterie che contraddistinguono la cosentinità. Gli abbracci spontanei e sinceri con i quali il presidente Guarascio al termine dell’incontro contro la Paganese ha manifestato la sua felicità alla squadra ed allo staff tecnico rappresentano sicuro indice che qualcosa in seno al gruppo è cambiato in melius, così come tutti desideravano. Il Cosenza è diventato gruppo ed ora tocca alla tifoseria diventarlo. La strada appena intrapresa è tutta in salita ma, si sa, dopo sarà più bello vincere! Da Matera è tutto (per ora).

Federico Perri, libero pensatore.

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