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L’unione fa la forza: non semplici giocatori, ma lupi veri

Nel ritiro di S.Giovanni in Fiore sta nascendo un Cosenza con il giusto amalgama. Trinchera e Fontana al lavoro per individuare i trascinatori della squadra

Quali sono le componenti alla base di una squadra vincente? La giocata del singolo, il colpo ad effetto del fuoriclasse che riesce a togliere le castagne dal fuoco nei momenti più difficili, la spinta del pubblico, quella che consegna ai giocatori più emotivi il quid in più per sprigionare forze e motivazioni che non si sa nemmeno di avere, l’episodio che gira nel verso giusto, perché anche la fortuna vuole la sua parte e nell’arco di una stagione può contare, la mossa azzeccata dal tecnico, un cambio di modulo o una sostituzione nel momento del bisogno.

Manuel Pascali, nuovo leader della difesa (photo Mannarino)
Manuel Pascali, nuovo leader della difesa (photo Mannarino)

Tutto questo diventa superfluo se non c’è spirito di squadra, unità di gruppo e un insieme di persone che siano amici prima che compagni di squadra, indossare la stessa maglia è un particolare ininfluente se non emerge la capacità di sacrificarsi e la disponibilità ad aiutarsi reciprocamente. Ecco perché fa piacere notare che nel ritiro di S.Giovanni in Fiore sta nascendo un Cosenza unito: è quello che si evince dal buonumore che regna sovrano durante i duri allenamenti guidati da mister Fontana e dal suo staff. Scherzi, balli, canti e cene di gruppo stanno cementificando la compattezza del gruppo.

Si chiuderà venerdì una sfiancante preparazione che si rivelerà certamente proficua per il perfetto equilibrio con cui si sono alternati goliardia e serietà. Un aspetto che fa ben sperare, a qualche mese di distanza dai musi lunghi visti nello spogliatoio rossoblu. La stagione passata in archivio con l’eliminazione dai playoff, inutile nasconderlo, è stata contraddistinta in alcuni momenti da piccole spaccature in organico che hanno poi portato alla nascita di diverse frange. Troppa insoddisfazione latente manifestata dai cosiddetti top players rossoblu, a palese dimostrazione della fine di un ciclo: non a caso i vari Blondett, Tedeschi e Caccetta hanno deciso di cambiare aria.

È indirizzata in questa ottica la volontà del direttore sportivo Stefano Trinchera, e comunicata a chiare lettere dallo stesso, di puntare su elementi di qualità, che non siano semplicemente validi giocatori ma principalmente uomini con gli attributi. Chi di dovere avrà riferito al buon Trinchera l’infelice evoluzione del campionato scorso e quanto la mancanza di personalità abbia pesato sull’economia della stagione in chiaroscuro del Cosenza.

Giuseppe Caccavallo (photo Cosenza Calcio)
Giuseppe Caccavallo (photo Cosenza Calcio)

L’ingaggio di un calciatore del calibro di Pascali è la chiara dimostrazione di voler colmare quella lacuna: il difensore classe ’81 è elemento di grande esperienza, non più giovanissimo ma perfettamente integro dal punto di vista fisico, e soprattutto dotato di carisma e carattere, il leader che mancava.Che dire poi di Giuseppe Caccavallo? Anche lui è ha tutto per diventare un autentico trascinatore, basta semplicemente stimolarlo nella maniera giusta e metterlo al centro del progetto. A loro si aggiunge una vecchia conoscenza, a cui sono bastati 6 mesi per dimostrare alla piazza che la grinta non è una dote che si acquista al mercato ma la si coltiva giorno per giorno con un accurato lavoro di introspezione e autocontrollo: si tratta di Ettore Mendicino. Questa triade, uno per ruolo, promette di prendere per mano il nuovo Cosenza.

Per approfondimenti consulta la pagina Facebook Lupi si nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.

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