Un successo ottenuto con una partita disputata in crescendo: dalle difficoltà del primo tempo, sottolineate giustamente dal puntiglioso Braglia, alla svolta degli ultimi venti minuti, nei quali il Cosenza ha schiacciato il Trapani legittimando il passaggio del turno.
L’ennesima meraviglia del trainer toscano, sulla quinta vittoria consecutiva della squadra silana c’è la sua firma in grassetto: i cambi attuati nel secondo tempo hanno cambiato il volto del match ed evidenziato come la sua mano sia diventata un marchio indelebile nel rilancio del progetto Cosenza.
La speranza nell’immediato futuro è che l’opaco Loviso, a cui toccherà il difficile compito di non fare sentire l’assenza di Palmiero nella gara di domenica prossima con il Matera, riacquisti in fretta la forma dei giorni migliori. L’obiettivo dei lupi sono i tre punti: in un colpo solo si scalerebbe un’altra posizione in graduatoria scavalcando proprio i lucani.

Motivo in più questo per far comprendere al pubblico cosentino l’importanza del momento. È ormai risaputo e soprattutto evidente che l’afflato tra Cosenza e il Cosenza si sia smarrito nella notte dei tempi, paradossalmente proprio nella notte che doveva invece simboleggiare il riavvicinamento tra le parti. 4 giugno 2017: undici mila applausi convinti nonostante la bruciante e immeritata eliminazione dai playoff per mano del Pordenone, una standing ovation finale da brividi.
Non più di tardi di 24 ore dopo, ancora freschi di delusione, ma pieni di orgoglio, invocammo da queste colonne le parole del presidente Guarascio. Spettava al massimo dirigente in quel preciso momento storico intervenire per ringraziare i presenti e coltivare l’idillio ritrovato. Quel silenzio, tempisticamente e strategicamente sbagliatissimo, insieme ad un avvio di stagione da incubo, hanno progressivamente riallontanato gli sportivi dalle platee del “S.Vito Marulla”.
Se è vero come è vero che i grandi amori vanno vissuti anche nei momenti di maggiore difficoltà e che ad oggi nel panorama calcistico nazionale solo le tifoserie di Genoa e Atalanta trascendono dai risultati sportivi garantendo sempre e comunque la loro presenza massiccia, va detto che nessuna delle precedentemente addotte motivazioni giustifica il disamore e il disinteresse attuale nei confronti del Cosenza.

No, non attecchisce proprio cari disertori, a maggior ragione in questo particolare momento. Cosa deve fare ancora una squadra che non perde da due mesi, che ha ritrovato carattere e spirito di sacrificio, per spingervi a ripopolare le gradinate a voi più care? Tenete presente che potremmo essere appena agli inizi di una bella cavalcata: lo sa il mister, che non perde occasione per ribadire che non si è fatto ancora nulla, lo sanno i calciatori, e soprattutto si sta consapevolizzando di questo anche la società.
Tempo al tempo: l’ingaggio di Okereke, quelli imminenti di Anastasio e Perez, e gli altri a venire con possibile ciliegina finale sulla torta in vista, forse contribuiranno all’opera di convincimento. Non è tutto così nero come alcuni vogliono far credere, anzi.
Immagine di copertina dell’articolo IlCosenza.it.
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