Truffa fondi pubblici, gli indagati sarebbero responsabili anche di danno erariale per la cifra di 8,2 milioni di euro
I funzionari e rappresentanti politici della Regione Calabria e della Provincia di Vibo Valentia coinvolti nelle indagini sulla maxi truffa ai fondi pubblici nazionali ed europei legata alla società Eurocoop, sarebbero indagati anche per procurato danno erariale per una somma di circa 8,2 milioni di euro.

Gli agenti della polizia tributaria di Vibo Valentia hanno stilato un rapporto dettagliato nel quale viene ipotizzato un danno erariale superiore agli 8 milioni di euro e l’hanno inviato alla Corte dei Conti, che sarà chiamata a indagare per far luce sulla questione.
I soggetti incriminati sarebbero 22 nomi legati all’amministrazione della regione e della provincia di Vibo Valentia. Tra questi vi sarebbero alcuni funzionari della Provincia e anche l’ex sindaco Franco Sammarco, il consigliere regionale Ottavio Bruno e l’ex presidente della regione Francesco De Nisi.
Per questi ultimi tre, in particolare, l’avviso di garanzia era stato consegnato in seguito alla questione Eurocoop.Eurocoop è la società che si occupa del trattamento e della raccolta dei rifiuti, la quale aveva ottenuto un contributo pubblico pari a 4 milioni e 770 mila euro per aver assunto 159 lavoratori e percependo indebitamente, di conseguenza, incentivi di lavoro legalmente non cumulabili tra loro.
Il raggiro, come risulta dai documenti dell’inchiesta “è stato possibile nel tempo, proprio grazie ad una fitta rete di complicità di amministratori e funzionari, in spregio alla salvaguardia delle reali esigenze pubblicistiche di cui avrebbero dovuto rappresentare insuperabile presidio, e con la compartecipazione di alcuni addetti alle principali organizzazioni sindacali“. Ai giudici della Corte dei Conti sono anche stati comunicati i nominativi dei soggetti che lavorano all’interno della società beneficiaria del finanziamento.
L’inchiesta aveva preso il via a maggio sotto il nome di “Bis in Idem”, locuzione che in italiano significa “Due volte la stessa cosa” e che aveva fatto scattare le manette per 9 persone tra amministratori della Eurocoop e funzionari della Regione.
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