Un comunicato del presidente regionale dell’Ordine per contestare la scelta del governo Renzi di affidare a partecipate dello Stato le attività di progettazione dei lavori

Come il presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria, Francesco Fragale, che ha voluto puntualizzare con un comunicato stampa le sue obiezioni: “Ben vengano le recenti misure adottate dal Governo per ‘sbloccare l’Italia’ da una profonda crisi economica che non risparmia nessuna categoria professionale ed il Consiglio dell’Ordine dei Geologi della Calabria esprime apprezzamento per l’attenzione del Governo riguardo al ‘dissesto idrogeologico’, soprattutto in queste ore in cui è viva l’attenzione verso tale problema, mentre si contano i danni dell’ultimo evento luttuoso che, a meno di un mese dalla tragedia del Trevigiano, questa volta ha colpito il Gargano”.
Ma alcuni passaggi non convincono: “Tuttavia, i geologi calabresi non condividono assolutamente la scelta del Governo di poter affidare a ‘società in house’, attraverso società partecipate dello Stato, le attività tecniche di progettazione dei lavori per la mitigazione del rischio idrogeologico di cui agli accordi di programma tra Ministero Ambiente e Regioni.
Il testo di legge del decreto ‘Sblocca Italia’, infatti, recita testualmente che “Per le attività di progettazione ed esecuzione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico di cui agli accordi di programma stipulati con le Regioni ai sensi dell’art. 2, comma 240, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, i Presidenti delle Regioni, nell’esercizio dei poteri di cui all’art. 10 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, possono avvalersi, sulla base di apposite convenzioni per la disciplina dei relativi rapporti, di società in house delle amministrazioni centrali dello Stato dotate di specifica competenza tecnica.” ‘Società in house’ vuol dire società partecipate dello Stato che sostanzialmente, a parere dello scrivente Ordine, si traduce in: ‘la gran parte dei professionisti locali, conoscitori del territorio, rimarranno esclusi dal mondo del lavoro!’”.
Una situazione che in Calabria rischia di diventare controproducente: “In Calabria, com’è noto, il Presidente della Regione è dimissionario da qualche mese, per cui a potersi avvalere di società in house potrebbe essere il nuovo Commissario delegato per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, dott. Maurizio Croce, di recente nomina. Attualmente l’attuazione degli interventi di mitigazione rischio idrogeologico di cui all’accordo di programma Ministero Ambiente e Regione Calabria, risulta in fortissimo ritardo.
Pochissime attività sono state avviate in concreto, mentre il territorio calabrese, ad ogni evento piovoso intenso, continua a ‘rompersi a pezzi’, esponendo a serio rischio gli abitanti. Ma tale lentezza nell’attuazione del programma non è certamente imputabile alla responsabilità dei professionisti, piuttosto, invece, ad un sistema burocratico per niente dinamico, che rallenta ed ostacola ogni attività, e che, in questo caso, rischia anche di far perdere i finanziamenti se entro il 31 dicembre 2014 non saranno utilizzati”.
Infine un augurio: “Il Consiglio dell’Ordine dei Geologi auspica che il Commissario per gli interventi di mitigazione rischio idrogeologico, dott. Maurizio Croce, non si avvali della possibilità di affidamento delle progettazioni a società in house: ciò rappresenterebbe una condizione inaccettabile, grave nei confronti del settore professionale, che potrebbe segnare pesantemente la possibilità di rilancio occupazionale per i professionisti geologi locali, sicuramente conoscitori del territorio che abitano, dotati dell’esperienza e della competenza necessaria per redigere gli studi geologici per le progettazioni degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico”.
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