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Ndrangheta, 29 arrestati. In manette anche un politico

29 persone arrestate tra boss e gregari appartenenti alla ‘ndrangheta

arresti_ndranghetaE’ il bilancio dell’operazione condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Calabria e dal Servizio Centrale Operativo di Roma, in collaborazione con la squadra mobile di Reggio Calabria.

L’inchiesta riguarda l’infiltrazione della ‘ndrangheta per l’assegnazione di appalti ed estorsioni ad alto livello. Tra gli appalti in cui la ‘ndrangheta si sarebbe infiltrata, c’è anche quello per una scuola e una diga.

Le manette sono scattate per il reato di associazione mafiosa transnazionale, e gli arrestati sono boss o gregari appartenenti  a due delle ndrine (ovvero le cosche) più pericolose in attività nella regione: i “Commisso” di Siderno e gli “Aquino” di Marina di Gioiosa Ionica.

Andrea Grassi e Gennaro Semeraro, che coordinano l’inchiesta, hanno trovato delle infiltrazioni della ndrangheta nell’economia calabrese. Questa è la seconda parte di un’operazione molto più grande che antimafia che quattro anni fa, nel 2010, fece finire in prigione 300 persone tra Lombardia e Calabria.

Gli arrestati sono inoltre accusati di estorsione ed associazione mafiosa: imponevano infatti il pizzo a tutte le ditte che gestivano appalti, tra cui quelle responsabili di una diga e di un istituto scolastico. L’unica eccezione si applicava alle imprese considerate amiche dalle ‘ndrine.

Tra i 29 arrestati c’è anche un rappresentante politico: Antonio Macrì del Pdl, nonché ex presidente del Consiglio comunale di Siderno, accusato di associazione mafiosa.

Nello specifico, Macrì avrebbe chiesto alla cosca dei Commisso di sostenerlo sia per l’elezione al Comune di Siderno sia per l’elezione alla regione, per la quale non si è più presentato.
L’inchiesta ha interessato anche alcune cosche più piccole collegate alle due principali e che operano ad Antonimina e Natile di Careri.

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