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Top & flop. Le pagelle di Cosenza – Hellas Verona

Nella giornata che avrebbe dovuto sancire il ritorno trionfale della Serie B a Cosenza, la tifoseria rossoblù ha assistito e subito attonita ed inerme al consumarsi di un vero e proprio dramma sportivo. 

Cosenza – Verona non si è giocata per impraticabilità del terreno di gioco, la cui rizollatura è stata terminata (?) il giorno prima del match. “Chi figura i merda!”

Amministrazione comunale 0: (Troppu azzardusa)

Seppur per un nobile fine, quello di scongiurare che la prima partita casalinga del Cosenza in serie B potesse giocarsi altrove, il Sindaco Occhiuto ha evidentemente giocato d’azzardo. L’Amministrazione comunale ha peccato di Ùbris, ossia ha ecceduto i limiti delle umane capacità fissati dagli Dei, ed è stata inevitabilmente punita. Così come Sisifo ha provato ad ingannare per ben due volte Thanatos, Occhiuto ha provato ad ingannare Chronos, ù tiampu. Era facilmente prevedibile che un terreno di gioco finito (?) di rizollare soltanto poche ore prima della partita non potesse divenirne immediatamente teatro. Di seggiteddre i l’Ikea mise i gran fretta intr’i panchine unni parramu proprio. S’è arrunzatu troppu. A questo punto si potrebbe affermare che il “San Vito – Marulla” non fosse pronto per ospitare la Serie B, al contrario dello stadio di cui ha parlato l’Assessore Vizza, visto che egli stesso si era prodigato nel descrivere i lavori inerenti ad una “Tribuna nord” ca aru campu du Cusenza unn’esista. Forse era miagliu si iocavamu aru campu ca dicìa Vizza.

Arbitro e capitani in campo per il sopralluogo (ph.Oliverio)
Arbitro e capitani in campo per il sopralluogo (ph.Oliverio)

Società Cosenza Calcio 0: (Dormiente e disorganizzata)

Rispetto a questa triste vicenda, la Società Cosenza calcio non è esente da colpe. L’inerzia di Guarascio questa volta è stata fatale. Ovviamente, nulla da dire sulla buona fede du cotonato. Diciamo che si è fidato troppo delle capacità sopranaturali du sinnacu e ara fine s’è trovatu curu culu ruttu e senza cirasi. Visti i tempi ridottissimi per effettuare la rizollatura del campo, il rischio della verificazione di intoppi era aumentato a dismisura ma ù presidente unn’avìa nu piano B. In soldoni, egli avrebbe dovuto cautelarsi ed effettuare la scelta impopolare ma inevitabile di giocare la prima partita casalinga della sua squadra in altro stadio (ca pù chi problema era, ù Crotone c’ha iocatu quinnici partite in campo neutro!), dando alla Amministrazione comunale il tempo necessario per completare come Cristo comanda lo stadio.

Invece, come è ormai noto, il Presidente ha deciso di non decidere, ovvero di “adattarsi” alle altrui decisioni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Simu diventati i zimbelli d’Italia. La serie B non è un torneo parrocchiale e necessita di una organizzazione capillare, perfetta. Cosa di cui il Cosenza purtroppo non dispone. La giornata di ieri è stata caratterizzata anche da altre situazioni incresciose. Per prima cosa, il (mal)trattamento degli abbonati, costretti a fare file chilometriche sutta nu sule cocente per ottenere le tessere di abbonamento (ca pù su diventati biglietti omaggio, ca pù su diventati fogliciaddri vulanti… che al mercato mio padre comprò). Bel modo di trattare coloro i quali hanno dato fiducia a scatola chiusa alla società! Ieri al botteghino lato Curva nord un si capiscìa nente. Parìa u bancu di salumi e formaggi du supermercato, cu a gente ammassata ca aspettava u turnu sua curu numeriaddru intr’ì manu. Roba da matti. Menumale ca unn’amu fattu u boom d’abbonamenti, sinnò venìa a fine du munnu. La seconda situazione da censurare è, ovviamente, quella relativa all’attesa fuori dai cancelli dei tifosi, ammassati come bestie, sempre sotto un sole cocente.

Tutti in fila per ore ad aspettare uno straccio di notizia ufficiale, cioè proveniente dall’ufficio stampa del Cosenza, idoneo a far chiarezza sullo stato delle cose. Il calcio della approssimazione di cui ha parlato il Presidente del Verona passa anche per la totale disorganizzazione della Società rossoblù, ai limiti del menefreghismo, nel comunicare con i tifosi. Nu mianzu comunicato ari 18.25 col quale si invitava la tifoseria a riguadagnare la via di casa, unitamente ad un altro comunicato per gli abbonati scritto in modo ambiguo (ed ho fatto un complimento!), non possono considerarsi bastevoli. Insomma, G. Pasqua & co. devono migliorare…e tanto.

Visuale del 'S.Vito Marulla' ieri
Visuale del ‘S.Vito Marulla’ ieri

Tifoseria 10 e lode: (Esemplare)

Più di 12.000 anime rossoblù che attendevano soltanto l’apertura dei cancelli dello Stadio per sprigionare il loro calore, colore e folklore. I canciaddri su rimasti chiusi. C’era incredulità, smarrimento, sgomento. Molti bambini  in lacrime che chiedevano ai loro papà il motivo per il quale la partita del Cosenza non avrebbe avuto luogo. Come uccidere sul nascere l’entusiasmo di una piazza smaniosa di misurarsi dopo 15 anni con le tifoserie della serie cadetta. Nonostante ciò, alla fine della fiera, tutti hanno guadagnato con grande civiltà la via del ritorno a casa. La tifoseria rossoblù è matura, pronta per la serie B, sicuramente più dei gestori del calcio a Cosenza. Pigliati appunti!

Agronomi del web 10 e lode: (Fantastici)

Durante la settimana “delle zolle” hanno tenuto banco sui social le discussioni aventi ad oggetto i lavori sul terreno di gioco del “San Vito – Marulla”. Dalla qualità dell’erba alle tecniche di rizollatura. Nulla è stato lasciato al caso. Tant’è che ho lanciato l’hashtag #simututtiagronomi. Tutti dovevano dire la loro. Se ne sono sentite di ogni, anche di pittoresche. Non sono mancate, ovviamente, i persune scunchiudenti, chire ca s’atteggiavanu ad agronomi e ca rimproveravanu i tifosi i s’atteggià ad agronomi. Per loro natura pisantuni, sentono sempre il dovere di diffondere le loro verità, che spesso si rivelano bufale “campane doc”. Ecco, a chissi li dugnu 0 a prescindere. A parte il fatto che adesso, siccome la figuraccia ha travolto anche loro, su spariti. Chissà ni cacciamu i nguaddru.

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