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Cosenza Calcio: quando la delusione e la rabbia superano la passione

Oggi, 2 settembre, sembrerebbe essere un altro giorno, ma per il tifoso del Cosenza non è certo così.

Sappiamo tutti ciò che è successo. Abbiamo visto tutti ciò che poteva essere e che non è stato. Il giorno dopo a tutta la vicenda, i pareri non sembrerebbero essere diversi da quelli di ieri, ancora.

Doveva essere una bellissima giornata di sport in cui la città di Cosenza aspettava di giocare determinate partite da almeno 15 anni. Ciò non è stato. Nessuno mai si sarebbe aspettato ciò che è successo. Più che una partita rinviata o persa a tavolino, ciò che si ricorderà del 1 settembre 2018, sono i 10.000 mila tifosi accalcati ai cancelli che, sappiamo benissimo, non si sono mai aperti. Ciò che si ricorderà sono le tante persone che si sono sentite male perchè rimanere per 4 ore sotto il sole senza una risposta certa, non è cosa che ci si potesse aspettare. O forse si?

La calca dei tifosi fuori i cancelli del Marulla

Strazianti sono i pianti dei bambini che hanno domandato ai propri papà perchè non potessero entrare, stretti nella loro piccola maglia e sulle loro spalle nomi di calciatori che hanno sudato per portarci in una Serie che forse la società non si aspettava potesse pretendere molto.

Di chi è la colpa? Amministrazione comunale? Società? Lega? Agronomi? A Cosenza, si sa, si danno troppe sentenze perchè la rabbia e la delusione di tutto ciò che è accaduto, fanno parlare anche quando non si è totalmente a conoscenza di ciò che realmente succedeva all’interno dello stadio.

Troppe pretese e voglia di fare o semplice ingiustizia perchè ci si ritrova davanti a forze politiche troppo grandi? Ad oggi l’Italia è tornata a parlare di Cosenza, ma non come avremmo tanto voluto. Forse Cosenza meritava di più dopo 15 anni. Forse questa città merita molto più che aspettare invano per poi tornare a casa a bocca asciutta.

Nessuno si aspettava un’inizio così, dopo anche l’ingiusto pareggio contro l’Ascoli.  ”Si scrive la storia” recita uno striscione degli ultrà. Ahimè, la storia l’abbiamo scritta eccome. Rimarrà una pagina indelebile per i tifosi cosentini che avevano ritrovato un entusiasmo enorme, con la giornata di ieri, sono ritornati ad essere delusi come un tempo.

Ad oggi ancora, nonostante le scuse arrivate dalla società con un comunicato, c’è tanta rabbia e tante domande. Cosa è successo realmente in quella stanzetta tra tutte quelle persone importanti? Perchè non c’è stato il dovuto rispetto per una tifoseria pronta ad una Serie B che attendeva da troppo tempo? Perchè si è trovati davanti a così tanta disorganizzazione?

L’arbitro mentre effettua il sopralluogo con i due capitani

”Cosenza siamo noi”.

Ciò che è sicuro è che Cosenza sono prima di tutto i tifosi che anche in una situazione delicata come quella di ieri, hanno mantenuto la professionalità degna di una tifoseria di Serie A. 

Ed è proprio in giornate come ieri che la rabbia supera la passione di tanti anni di sacrifici e voglia di continuare a tifare nonostante tutto.

Sarà certamente una pillola amara da mandare giù, ma è importante continuare a sostenere una Squadra che due mesi fa ha lottato per essere qui oggi. Forse ancora non c’è nulla di perso. Forse ancora non siamo pronti. Forse si. Tante domande e poche risposte. Vogliamo i fatti.

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