di Davide Cribari
Il signor Franco Presta è stato operato all’Ospedale Annunziata di Cosenza dai medici componenti l’equipe dell’Unità Operativa Dipartimentale Chirurgia Bariatrica e Metabolica: Ninni Urso, Carlo Chiodo e Alessandra Silvagni.
La sua testimonianza, resa con tono forte e convinto, così è iniziata: «I medici sono stati di una gentilezza unica, mi sentivo coccolato e servito, cosa che ho molto apprezzato in un momento di bisogno e personale preoccupazione».
Spesso la paura di ricoverarsi in ospedale è proprio quella di dover costatare disordine, disservizio e malasanità. Quante se ne sono sentite, poi, qui in Calabria! Per un paziente è importante entrare e sentirsi a suo agio, trovare persone disposte ad aiutarlo, medici e infermieri che facciano il proprio lavoro in modo adeguato .

«Dopo un ingresso in ospedale abbastanza agitato, sono stato affidato alle infermiere che mi hanno sistemato nelle stanze controllandomi ripetutamente» – racconta Franco Presta. «Servizi e pulizia veramente eccezionali» – aggiunge Presta. «La frase che mi è stata ripetuta maggiormente era: “ha bisogno di qualcosa?”».
«Un grazie speciale ai medici e alle infermiere con cui ho interagito. Un grazie particolare al Dott. Ninni Urso, coordinatore del team operante,chirurgo conosciuto e apprezzato nella scena scientifica internazionale» – conclude Presta.
É bello avvertire, nel momento del bisogno, qualcuno a te vicino che, oltre a compiere in modo eccelso il suo lavoro, s’impegna a custodire la tua serenità. Forse lavorare in Ospedale vuol dire anche e in primo luogo proprio questo: mescolare in un mare di passione l’amore per ciò che si fa e la voglia di aiutare gli altri. Ci sono sorrisi in momenti particolari che ci danno speranza, parole dolci che alleggeriscono un momento amaro. Insomma, ciò che il paziente ha riscontrato è stata una grande attenzione a partire dalle piccole cose.
La Calabria non è solo una macchina che non funziona e che a stento cammina. C’è anche una Calabria che vale, una terra di uomini nobili. É la pace di chi, tra mare e montagna, si nutre di calore e affetto verso il prossimo.
Proprio com’è successo lunedì 24 settembre: impegno e serietà sul lavoro. E’ auspicabile che, invece di lamentarci in continuazione, iniziassimo a fare tutti il nostro dovere. Vivremmo tutti meglio, nel rispetto della dignità di ciascuno, pronti finalmente a dare il via a quello Sviluppo che si attende da troppo tempo.
Davide Cribari
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