Essere sotto di due gol scatena in automatico un malessere generale sia dentro sia fuori dal campo. Si perdono le speranze e la voglia di poter fare qualcosa. Ancora di più se si inizia a giocare con confusione e spaesatezza.
È successo tutto nei primi 20 minuti in cui il Cosenza prende due reti un po opachi da parte di Venuti e poi Palombi pochi minuti dopo, in cui inizialmente le colpe su chi e come si siano potute prendere, sono passate in secondo piano.
Non è stato il vero Cosenza quello che è sceso in campo dal primo minuto. È bastata la seconda mazzata per far sì che l’atteggiamento dei Lupi uscisse finalmente fuori, ma nonostante varie occasioni, come al solito, non si conclude nulla.
Nel secondo tempo con l’entrata di Maniero cambia la partita. L’esperienza dell’attaccante si è fatta sentire sin da subito e il Cosenza ha creato molto di più trovando due gol con Gennaro Tutino riuscendo a pareggiare una partita in cui più nessuno riusciva a credere di poter recuperare. All’82esimo tuttavia arriva la doccia fredda: Falco approfitta di un errore da parte di Mungo e quasi in contropiede mira e riporta in vantaggio i giallorossi. Si conclude così un match amaro e rassegnato.
Sono tante le parole sentite all’uscita dello stadio dopo il triplice fischio: ”Maniero doveva partire titolare”. ”Saracco non è di categoria. Basta”. ”Corsi inguardabile”. ”Centrocampo assente”. ”Fuori Braglia”. Sono tante le ‘colpe’ che si dovrebbero attribuire. Ma a chi affidarle se mai ce ne fossero? E’ davvero tutto finito o ancora abbiamo tempo? Perchè a volte il Cosenza non gioca da vero Cosenza? Ci salveremo? I cosentini sono stati abituati a vincere. Lo dice la loro storia e quella dei Lupi. Forse la Serie B è troppo superiore per questa squadra. O forse no? Quali sono i problemi?
Sono tante le domande ma si hanno poche risposte. I risultati e la classifica parlano. Forse a poco servono le buone prestazioni. Servono punti. E anche in fretta.
TABELLINO:
Vai al contenuto




