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Mark Iuliano

Da Cosenza al grande calcio: che fine ha fatto Mark Iuliano

Siamo a Cosenza, è il 12 agosto 1973. Parte da qui la storia di un calciatore che in carriera vincerà tanti trofei, entrando però tristemente nel-la storia del calcio italiano per un episodio polemico che a distanza di (tanti) anni continua a far discutere animatamente milioni di tifosi, appassionati e addetti ai lavori. Ma procediamo con ordine.

Mark Iuliano
Mark Iuliano

Stiamo parlando ovviamente di Mark Iuliano, nato a Cosenza. La sua carriera professionistica spicca il volo grazie alla Salernitana, squadra in cui sbarca nel 1990 dopo aver militato nel settore giovanile del Real Campagna, società calcistica in provincia di Salerno. L’esordio in prima squadra con i granata arriva nel 1991, poi, nella stagione successiva, l’allenatore Tarcisio Burgnich ha l’intuizione di spostarlo da ruolo di terzino a quello di difensore centrale, dandogli fiducia in una stagione che per Iuliano segna la svolta a livello professionale. Dalla Salernitana, in-fatti, si sposta al Bologna in seguito alla retrocessione dei campani e poi a Monza, salvo poi ritornare proprio a Salerno nel 1994 con la pro-mozione in B. Due stagioni al top che gli valgono addirittura la chiamata non rifiutabile della Juventus campione d’Europa in carica nel 1996, che lo fa esordire proprio nella fase a gironi di Champions League contro il Manchester United. Un’emozione unica per Iuliano, che in questa stagione si merita anche la gioia del primo gol in maglia juventina alla penultima giornata di campionato, il 23 maggio 1997 contro l’Atalanta.

Nel 1998, il nome di Iuliano entra nella storia: il difensore della Juventus è protagonista di uno scontro di gioco duro con il brasiliano Ronaldo nella sfida sentitissima contro l’Inter, il Derby d’Italia, che mette in palio punti pesantissimi nella corsa allo scudetto. I nerazzurri esplodono chiedendo il rigore, l’arbitro Ceccarini non ravvisa gli estremi per la massima punizione e fa proseguire il gioco. La partita e poi lo scudetto vanno alla Juve, mentre s’infiamma la polemica sui media e addirittura in Parlamento. E, a distanza di anni, l’episodio continua a far discutere. Ma torniamo al calcio. Nel 2005, dopo 9 anni, Iuliano saluta la Juventus: con la Vecchia Signora, il bilancio complessivo è di 255 presenze, 7 gol, 4 scudetti, 3 Supercoppa Italiana, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa UEFA e una Coppa Intertoto UEFA.

La sua carriera si chiude nel 2012 con la maglia del San Genesio, formazione dilettantistica lombarda, dopo aver provato l’esperienza estera col Maiorca ed il rientro in Italia con le rapidissime apparizioni tra Sampdoria, Messina e Ravenna. In Nazionale, invece, il bottino complessivo è di 19 presenze e un gol, contro il Portogallo in amichevole nel 2000.

Nel 2012, dopo l’addio al calcio giocato, Iuliano frequenta il corso di abilitazione di Coverciano per diventare allenatore e comincia a farsi le ossa nel settore giovanile del Pavia. Quindi il passaggio nella Primavera del Latina dove, a gennaio del 2015, in seguito all’esonero di Roberto Breda, conquista la promozione per la sua prima esperienza da allenatore in prima squadra. L’annata convincente gli vale la conferma per la stagione successiva che, però, si conclude con l’esonero già il 2 novembre. Prova a ripartire dal Como nel 2017, ma la società non completa l’iscrizione al campionato e passa quindi al Partizani Tirana in Albania. Il 6 novembre 2017 lascia il club albanese e, a fine stagione, arriva una nuova opportunità importante in Italia: dal 24 aprile, infatti, diventa allenatore in seconda all’Udinese con l’ex compagno di squadra Igor Tudor. L’avventura però non va come speravano. Adesso, dunque, Iuliano è in attesa di una nuova chiamata.

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