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Le perplessità del Comandante dell’Arma dei Carabinieri condivise da LeS

Giovanni Iacoi, segretario generale del sindacato Libertà e Sicurezza Polizia di Stato ha commentato le dichiarazioni, in tema di associazioni sindacale del personale militare, rilasciate dal comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Giuseppe Nistri in audizione alle Commissioni riunite Difesa di Camera e Senato. Il Comandante ha di fatto espresso l’esigenza di prendere le distanze, a livello legislativo, dal modello attualmente in atto nella Polizia di Stato.

Giovanni Iacoi e Giovanni Nistri

Ha spiegato Iacoi: “Siamo pienamente d’accordo con il Comandante Generale Nistri sulla necessità di non ricopiare pedissequamente il sistema in atto nella Polizia di Stato visto che da noi ci sono diverse situazioni che andrebbero invece cambiate, come ha fatto notare lo stesso Comandante Generale dell’Arma”. Iacoi ha poi proseguito: “al poliziotto è di fatto permesso di potersi iscrivere a due o più sigle sindacali, un’assurdità se si pensa che nelle rappresentanze civili, siano esse pubbliche o private, questa possibilità è, giustamente, vietata.

Questa ultima, va tuttavia considerato, falsifica totalmente la presenza sindacale in termini di rappresentatività. In tema di disdetta dal sindacato, poi, va detto che anch’essa è sottoposta ad un vincolo unico nel suo genere, ovvero la possibilità di poterla effettuare entro il 31 ottobre: in questo modo la Polizia costringe il poliziotto a pagare un sindacato contro la sua volontà fino al 31 dicembre. Ricordiamo che nei sindacati “normali” la disdetta è immediata. Altra sperequazione è nel premio produttività: il sindacalista, in distacco permanente, percepisce il premio per intero (circa 1.200 euro annuo) mentre il poliziotto delle volanti, che rischia giornalmente la vita, al freddo, sotto la pioggia, o al caldo, ne percepisce poco più della metà (circa 700 euro) a causa delle assenze giustificate che possono verificarsi durante l’anno.

Per assurdo, il sindacalista che non ha prodotto alcuna sicurezza guadagna di più, in questo caso, del poliziotto di strada o di chiunque altro. Proseguendo: in materia di disciplina, al Sindacalista, in quanto tale, è vietato sedersi al fianco dell’incolpato per tutelare e difendere il suo interesse a vedersi riconosciuto il diritto ad un giusto procedimento, ma viene previsto che lo stesso sindacalista segga al fianco del Presidente del Consiglio di disciplina in qualità di componente giudicante che, nella maggior parte dei casi, lo porterà a votare la punizione dell’incolpato. Questi, e tanti altri meccanismi ancora, hanno di fatto permesso ai sindacati di Polizia di creare una barriera che non permette la nascita e/o l’ascesa di altre sigle sindacali creando così uno stallo della rappresentatività che dura da quasi 20 anni, una staticità ed un appiattimento della rappresentatività che ha permesso ai sindacati di Polizia di evitare di creare progetti e/o programmi da sottoporre al personale per ottenerne la loro fiducia e, di conseguenza, ottenerne la loro iscrizione.”

Ha poi sottolineato Iacoi: “Quanto precede è tanto vero che nessun sindacato di Polizia ha un programma, ad esclusione del nostro. Il sindacato in Polizia è diventato, nel tempo, un centro di potere e fonte dalla quale attingere qualche opportunitàcarrieristica o ambizione di ufficio, dimenticandosi del tutto di lotte (come quelle, non fatte, per il mancato svolgimento di concorsi da circa 15/20 anni con retrodatazioni giuridica nel grado a più di 10 anni, una circostanza così vergognosa che tuttavia non è mai avvenuta nell’Arma dei Carabinieri).” In conclusione Iacoi dichiara: “Nell’Arma, senza i sindacati, i concorsi si sono svolti regolarmente ogni anno permettendo al personale di crescere professionalmente. Per questo chiediamo al Comandante Generale Nistri di far nascere un sindacato con giusti diritti e giusti doveri, sperando di poter copiare noi della Polizia di Stato un sistema più valido”.

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