L’altro ieri a Rende è andato in scena il confronto tra il vecchio e il nuovo.

Da un lato il Sindaco Marcello Manna, che ha illustrato alla città il consuntivo di un quinquennio brillante, lanciando un ponte verso il futuro.
Un programma di innovazione, alla presenza del mondo universitario ed imprenditoriale, che abbraccia l’idea di comunità.
Dall’altro, un accordo di semplice potere, innaturale, finalizzato esclusivamente ad occupare le poltrone.
Questi due mondi, così fortemente contrapposti, rappresentano un’idea completamente diversa di società che i rendesi hanno completamente colto.
La città del futuro parte da un lavoro certosino avvenuto nel primo quinquennio per riparare agli errori del passato.
Le sommatorie fini a se stesse hanno solo il compito di riproporre alla città personaggi e gruppi politici consumati, che non hanno mai avuto una bussola concreta per orientare il destino di Rende.
Indietro non si torna.
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