Quando ha chiuso il girone d’andata con 18 punti, dopo aver pagato lo scotto del noviziato, inevitabile per una compagine che si apprestava ad affrontare il campionato di serie B a 15 lunghi anni di distanza dall’ultima esperienza, dopo aver atteso ben 8 turni prima di ottenere la prima sofferta vittoria, il Cosenza, e più precisamente organico e staff tecnico al completo, deve essersi chiuso nello spogliatoio e aver proceduto ad un’attenta e realistica analisi dello stato delle cose.

“La ripresa c’è stata ed è sotto gli occhi di tutti, l’andamento è sensibilmente migliorato, ma non basta!“. Pensiero lungimirante: ora che la regular season è terminata c’è anche la controprova e sono i numeri a parlare.
Si fosse ripetuto anche nel girone di ritorno lo stesso ruolino di marcia adesso saremmo qui a parlare di un’amara retrocessione. Con 36 punti in saccoccia il club rossoblù sarebbe stato costretto a dire addio alla categoria ricadendo immediatamente nel baratro della serie C. Fortunatamente non è andata così ed il merito sta tutto nella capacità dell’undici di mister Braglia di cambiare rotta, trasformando in un fortino quasi inespugnabile il “San Vito Marulla”.
Nel catino di via degli Stadi, riempito domenicalmente da un numero considerevole di tifosi, solo Lecce e Brescia, peraltro le due neopromosse in massima serie, sono riuscite nell’impresa di portare a casa l’intera posta in palio, cogliendo il successo con identico risultato (2-3).
Il resto lo hanno fatto i successi contro Carpi e Crotone, dirette concorrenti nella lotta per la salvezza, nonché le brillanti vittorie contro squadre più altolocate come Cittadella, Spezia e Cremonese. La prime due si sono aggiudicate un posto nei playoff, mentre i grigiorossi hanno accarezzato il sogno di partecipare alla post season andando ad un passo dall’impresa.
Quindici punti ottenuti tra le mura amiche che hanno pesato come un macigno nel bilancio della stagione dei lupi. A questi vanno aggiunti i blitz esterni sul campo del Perugia, che aveva fatto presagire per un attimo ad un destino più ambizioso rispetto a quello di una tranquilla salvezza lanciando Tutino & co. ad un tiro di schioppo dall’ottavo posto in classifica; e quello dell’Arechi di Salerno, giunto nel corso dell’ultima fatica stagionale a coronamento di un’annata da incorniciare.

Senza dimenticare il pari interno nella sfida con il Palermo e il prezioso punticino strappato a Padova al termine di novanta minuti difficili al cospetto di una formazione con l’acqua alla gola che si giocava le residue chances di permanenza in B. Che dire poi delle emozioni del “Bentegodi“? Lupi mai domi, incapaci di arrendersi nemmeno dopo il doppio svantaggio e un match tutto in salita. Tutta farina nel sacco del Cosenza, che mister Braglia, con mani sapienti ed esperte, ha utilizzato per impastare e veder lievitare un’altra impresa.
(Immagine di copertina LaPresse).
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