A tre anni dalla fondazione di Cepedù – la prima associazione calabrese che riunisce i pedagogisti e gli educatori professionali socio-pedagogici – è stato concluso un importante progetto dal titolo “TEENCONTRO” , questo – di durata quadrimestrale e di prevenzione alle dipendenze nei giovani – è diventato fonte d’ispirazione per un libro che sarà presente, tra non molto, in tutte le librerie d’Italia. Un eccellente team di educatrici professionali – Emanuela N. Verdiglione, Ilaria Granata, Angela S. De Sensi, Elena Staropoli e Francesca L. Perricone – è stato presente in cinque scuole secondarie di primo grado, realizzando laboratori sulla conoscenza e consapevolezza del sè e affiancando altri esperti come la psicologa Natalia Altomari, lo scrittore Angelo Sposato, gli street-artists Amaele Serino e Mario Verta e l’avvocato Francesca Ferrante.
Di recente, sono stati anche realizzati due protocolli d’intesa: un primo con il centro SPRAR di Acri “La casa di Abou Diabo”, al fine di promuovere attività inclusive ed educative per i minori stranieri non accompagnati ed il secondo con “La Cooperativa delle Donne”, con l’obiettivo di accompagnare e orientare i bambini ed i ragazzi con bisogni educativi speciali nelle attività ludico-ricreative presso la Città dei Ragazzi di Cosenza.
Le figure degli educatori professionali socio-pedagogici e dei pedagogisti, in assenza di un albo professionale che li tuteli, grazie alla Legge 205/17 che li riconosce come esperti dei processi formativi, acquistano un ruolo sempre più significativo nella società. Quest’ultima, come ha definito il sociologo Bauman, è da definirsi “liquida”, per cui caratterizzata da una precarietà dell’esistenza che conduce ad una debolezza delle relazioni umane.
Un altro quesito importante è quello della Lifelong Learning, ossia dell’apprendimento permanente di chi ha il compito di educare. È per questo che sono stati realizzati, in questi anni, seminari multi-tematici all’Università della Calabria, come quello degli autismi, del bullismo o dell’intercultura con la sinergica collaborazione di docenti, esperti ed associazioni territoriali e studentesche. L’ultimo è stato sul tema della narrazione pedagogica, patrocinato dal Dipartimento di Comunicazione, Culture e Società e dalla Santelli Editore.
«L’azione preventiva, educativa, formativa e rieducativa di Cepedù – afferma la presidente Fabiola Ammirata – propone un impatto profondo sul territorio e in aiuto alle fasce considerate “più deboli”» continua Elvira Servidio, vice-presidente «È per noi essenziale la progettazione e realizzazione di progetti che mirano alla valorizzazione della bellezza della diversità e all’unicità dei singoli individui».
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