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Spi Cgil e Cgil Cosenza sulla vicenda dei totem “Urban Generation”

Apprendiamo con soddisfazione la notizia pubblicata sui giornali locali circa la vicenda totem Urban Generation. Dopo l’ultimo appello di pochi giorni fa lanciato sia sui social che sulla stampa locale dal Segretario Regionale dello Spi Cgil Calabria Giannino Dodaro e dopo i numerosi comunicati stampa locali e nazionali da parte dei giovani della Cgil Cosenza (il primo datato 21/05/2016), finalmente qualcosa inizia a muoversi anche se con notevole ritardo. Ci auguriamo che non sia solo ed esclusivamente per fini elettorali! I famosi totem Urban Generation installati nel 2015 nell’area urbana Cosenza-Rende-Università , che a dire dei promotori del progetto, dovevano essere il trampolino di lancio per una città più smart, con un occhio alla sicurezza del cittadino grazie all’installazione di defibrillatori semi-automatici, ad oggi, si sono rivelati un grande sperpero di fondi pubblici. In poche parole un inganno alla collettività.

Totem di Urban Generation

Dopo la nostra prima denuncia, la notizia arrivò fino alle pagine de “Il venerdì di Repubblica” del 21 ottobre 2016, settimanale nazionale di approfondimento giornalistico. L’inchiesta fu condotta dal giornalista Raffaele Oriani, che si occupò dello spreco dei fondi UE stanziati in Calabria per la creazione di progetti da far realizzare a giovani under 30. Fu proprio il giornalista di Repubblica a contattarci e a fissare un incontro a Trieste nel mese di luglio 2016, in cui visionò i documenti in nostro possesso. Dopo tale incontro Repubblica decise di inviare sul posto il giornalista Oriani che, accompagnato dallo Spi e dai giovani della Cgil, fece un sopralluogo per verificare la funzionalità dei totem e per intervistare i commercianti che sarebbero dovuti essere preparati all’uso dei defibrillatori attraverso un corso di formazione.

Ovviamente cosa mai avvenuta. Nonostante tutte le nostre denunce fatte nel corso degli anni e i nostri numerosi tentativi di sensibilizzare il Sindaco di Cosenza Arch. Mario Occhiuto, il Sindaco di Rende Avv. Manna e il Magnifico Rettore dell’Università della Calabria Crisci, non vi è stato mai alcun riscontro in merito. Nostro malgrado, oggi, ci troviamo costretti ad inviare un dossier con tutta la documentazione e gli articoli di stampa in nostro possesso alla Procura della Repubblica di Cosenza con l’auspicio che venga fatta luce sull’intera vicenda.

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