Il professore Alfonso Nastro, docente Unical titolare della cattedra di Pianificazione Territoriale, è stato condannato a quattro anni di reclusione per due degli otto episodi per cui era imputato con l’accusa di concussione rubricata in induzione indebita

La richiesta di condanna a quattro anni per il professore, rispettata per filo e per segno, è stata formulata dall’impianto accusatorio, costituito dai pubblici ministeri Antonio Tridico e Giuseppe Visconti nell corso della lunga e approfondita arringa finale dell’udienza.
Il professore era indagato a causa di un comportamento molto sospetto venuto a galla all’interno di un progetto di ricerca sviluppato dalla “Vicchio Prodotti in Ceramica srl”, il quale era beneficiario di finanziamenti pubblici del valore di 23 milioni di euro.
Lo studio, originariamente, doveva essere sviluppato da studenti e dottorandi dell’ateneo d’Arcavacata in nome e per conto del professore.
Secondo le ricostruzioni degli agenti della Guardia di Finanza del Nucleo Regionale di Polizia Tribuaria, però, Alfonso Nastro ha selezionato alcuni frai i suoi studenti che avrebbero dovuto collaborare con lui e che, una volta iniziata la collaborazione, avrebbero dovuto versare un “contributo” da mille a duemila euro destinati esclusivamente a Nastro stesso.
Tutto ciò facendo firmare agli studenti prescelti una sorta di dichiarazione che le ignare vittime del raggiro non avrebbero nemmeno avuto il tempo di leggere con cura.
Il professore ordinario della Unical, quindi, si sarebbe approfittato della buona fede e dell’indole volenterosa di alcuni suoi studenti per ottenere dei vantaggi di natura esclusivamente economica.
I difensori di Alfonso Nastro, che per tutta la durata del procedimento penale si è sempre dichiarato innocente ed estraneo ai fatti, hanno già annunciato che ricorreranno al grado superiore di giudizio.
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