La Regione Calabria sostiene la nascita del Comitato Promotore: nel Padiglione 12 svelato il progetto che punta a valorizzare i vitigni locali.
Nel cuore della più importante fiera internazionale del vino, si è tenuta la presentazione ufficiale del Comitato Promotore della nuova DOC Strongoli, un traguardo atteso da anni che segna un passo decisivo verso il riconoscimento istituzionale di un territorio vocato e ricco di storia enologica.
La nascita del Comitato è il risultato di un percorso condiviso, fatto di visione, perseveranza e radicamento nella terra. Un progetto che unisce produttori, istituzioni e competenze tecniche attorno a un obiettivo comune: trasformare il valore autentico di un territorio in identità riconosciuta.
Determinante, in questo percorso, il ruolo del Comune di Strongoli, che ha saputo interpretare e sostenere con decisione le istanze del comparto vitivinicolo locale, contribuendo a imprimere una svolta concreta all’iter di costituzione.
Un ringraziamento particolare va all’Assessore Alfredo Marra, che ha seguito personalmente le fasi più delicate della preparazione del dossier, garantendo il supporto istituzionale necessario. L’impegno dell’Amministrazione Comunale rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato: una sinergia capace di tradurre le potenzialità di un territorio in progetto strutturato e credibile.
Le aziende proponenti
Il Comitato Promotore nasce dall’unione di realtà imprenditoriali profondamente legate alla terra di Strongoli, interpreti di una viticoltura autentica e consapevole:
– Società Agricola Ceraudo Roberto srl – rappresentata da Ceraudo Maria Assunta (Presidente)
– Az. Agr. Russo & Longo SNC – rappresentata da Salvatore Russo
– La Pizzuta del Principe di Ranieri Clara – rappresentata da Dorina Bianchi
– Azienda Agricola Mauro Salvatore – titolare Salvatore Mauro
– Comune di Strongoli (soggetto istituzionale promotore)
La guida tecnica del progetto è affidata al Dott. Giuseppe Perri, figura di riferimento nel settore delle denominazioni d’origine.
Il suo lavoro garantisce che ogni fase — dalla definizione del disciplinare ai rapporti con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste — sia costruita su basi scientifiche solide e nel pieno rispetto delle normative. Un approccio rigoroso, necessario affinché il riconoscimento sia autentico, credibile e duraturo.
Le voci dei protagonisti
Ceraudo Maria Assunta, Presidente del Comitato Promotore:
D: Che significato ha per lei la nascita di questa DOC?
R: “La DOC Strongoli è il coronamento di un sogno che coltiviamo da decenni. È il risultato di anni di lavoro, di scelte coraggiose, di un legame profondo con questa terra, la nostra casa. Nei nostri vigneti c’è il sole, il vento del Mar Ionio, la forza dei suoli, ma soprattutto ci sono le persone: le mani, le famiglie, le storie che hanno creduto in questo territorio. Questo riconoscimento è un’emozione e una responsabilità: significa dare voce a Strongoli e portare la nostra identità nel mondo, con autenticità e orgoglio.”
D: Quale sarà l’impatto della DOC sul territorio e sull’economia locale?
R: “L’impatto sarà importante e crescerà nel tempo. Una denominazione significa visibilità, attrattività, nuove opportunità per il turismo enogastronomico e per gli investimenti.
Ma il valore più grande sarà umano: restituire fiducia e prospettive al territorio. Dare ai giovani la possibilità concreta di costruire qui il proprio futuro, senza dover partire. È questo, in fondo, il senso più profondo della DOC Strongoli: trasformare un patrimonio in un’opportunità condivisa.”
Dott. Giuseppe Perri, tecnico responsabile della pratica:
D: Dal punto di vista tecnico, quali sono le peculiarità che rendono Strongoli meritevole di una DOC propria?
R: “Ci sono territori che producono vino e poi ci sono territori che nel tempo, costruiscono un’identità. Strongoli appartiene a questa categoria.
La DOC Strongoli rappresenta il compimento di un percorso presenta una combinazione di fattori pedo-climatici davvero unica: terreni a prevalenza argilloso-calcarea, un’escursione termica notturna che preserva l’acidità e i profumi varietali, e una tradizione viticola millenaria documentata già in epoca magnogreca. La delimitazione geografica che abbiamo elaborato tiene conto di tutti questi elementi e garantisce che il disciplinare rispecchi fedelmente l’identità del territorio. Non è una DOC ‘di carta’: è una DOC che nasce dalla terra.”
D: Quali sono i prossimi passi dell’iter per il riconoscimento ufficiale?
R: “Con la presentazione ufficiale del Comitato Promotore a Vinitaly, siamo pronti a depositare la domanda formale al Ministero dell’Agricoltura. Da quel momento si apriranno le fasi di valutazione tecnica e la procedura di opposizione prevista dalla normativa europea. Contiamo di chiudere positivamente l’iter entro i prossimi due anni. È un percorso impegnativo ma siamo ben attrezzati e determinati ad arrivare in fondo.”
Il Comitato Promotore della DOC Strongoli è già al lavoro per completare la documentazione tecnica necessaria all’avvio della procedura ministeriale. L’obiettivo è chiaro: portare sul palcoscenico internazionale del vino un nome, Strongoli, che merita di essere conosciuto e riconosciuto.

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