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Calciomercato Cosenza da “Indietro…Tupta”

“Non puoi pretendere di vincere il jackpot se non metti qualche monetina nella macchina.” Con queste parole il buon Flip Wilson, sembrerebbe aver descritto alla perfezione, ciò che s’è verificato da inizio apertura del mercato calcistico e conclusosi, in una nuvola di cenere, nella nottata di ieri ore 22:00 a nome e per conto di mister Braglia, del Cosenza Calcio e di tutti i suoi tifosi.

Non è nostro costume, alzare un polverone, chè tanto l’aria è già abbastanza refrattaria e irrespirabile, ma dall’esimerci a fare talune dovute considerazioni..bhè da quello proprio non possiamo esentare.

Si tratta solo ed esclusivamente di orgoglio e fede rossoblù, non certamente di vile e sporco danaro che si sa.. aiuta e come in questi casi e in molti altri. Sarebbe così facile scagliarsi apertamente contro il Presidente Guarascio che quasi ci sembra inutile e scontato farlo: d’altronde, non occorre avere una bacchetta magica per comprendere con quanta poca attenzione e cuore, sia stato condotto questo calciomercato del Cosenza.

“Il cielo presto si tingerà di rossoblù” aveva tuonato Gargamella (nomignolo oggi più affettuoso che mai), donando al popolo dei lupi della Sila un qualcosa che tanto facilmente viene generata e altrettanto facilmente tolta: la speranza e la fiducia. Quest’ultima, soprattutto per un branco come il nostro che da sempre è abituato a soffrire, scegliere di dar fiducia e o ancor di più, tornare ad infondervi speranza in nome di un sogno mai sopito e da sempre agognato, equivale a commettere reato doloso e colposo punibile con la massima sanzione, dal Codice Penale dei Lupi.

Di una cosa però dovremo dar merito e far plauso a chi, con cotanto impegno, è riuscito a tenerci incollati a quel televisore, radio, telefono in attesa che Capodanno arrivasse, che le 22:00 scoccassero e portassero con se il nome di quell’attaccante che tutti, ma proprio tutti, ci aspettavamo di udire. E che invece non è arrivato.

Chissà in quanti abbiamo immaginato il volto contratto e insoddisfatto di Braglia nel leggere altresì la comunicazione fatta dalla Società del Cosenza Calcio circa la non idoneità di qualsivoglia giocatore, ritenuto incapace di “servire” alla compagine rossoblù. E chissà poi cosa ha pensato Trinchera a conclusione della “andata francese e ritirata spagnola” che s’è visto costretto ad inneggiare in quel di Milano! Messa in scena la sua, degna di un Nobel indiscusso.

Bando alle ciance. Torniamo con i piedi in terra e non sottoterra dove siamo sprofondati, perché del Cosenza nessuno può privarci. Non un Presidente, né un Direttore Sportivo, un giornalista e o perfino un allenatore eventualmente poco conforme a “ricoprire il profilo confacente alle esigenze” di cuore, orgoglio, appartenenza e tifo cui il branco aspirava. Ci si prova sempre a spazzar via le montagne, ma di questa lotta contro i mulini a vento di Don Chisciotte, resteranno per sempre gli echi spavaldi degli Ultrà.. gli ululati nella notte e contro la luna che nessuno potrà far finta di non udire. Or è tempo di leccare le ferite che “qualcuno” ci ha inferto, ma che sia chiaro a tutti: il Lupo mai sarà pago finchè non tornerà a ringhiare su quel manto erboso che nei sospiri dei più, è Tempio inviolabile di un unico grande cuore che batte e pompa sangue rosso. E blu.

Quindi, sfogatevi pure. Vi è e ci è concesso farlo: tutta questa rabbia e questa delusione non farà che accrescere la fame che già, ripensandoci bene, torna a divorarci.

“Punta più di quanto tu possa permetterti di perdere ed imparerai il gioco”, soleva ripetere Churchill.

In fondo questa nostra inquietudine non è poi così difficile da capire. Dopo tutto, non siamo stati tutti spaventati da bambini? Nulla è cambiato da quando Cappuccetto Rosso ha affrontato il lupo cattivo. Ciò che ci spaventa oggi è esattamente la stessa cosa che ci spaventava ieri. E’ solo un lupo diverso. I lupi sono liberi: si inchinano alle leggi del branco, ma quando non c’è più posto tra coloro che prima chiamavano fratelli, vanno in cerca di nuovi spazi.

Ci (ri)vediamo al San Vito Marulla. Tutti.

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