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Mercato Cosenza: cosa è successo? tante domande e poche risposte

Dopo quasi 24 ore dalla chiusura del calciomercato la speranza e l’attesa che arrivasse il gran colpo sono state sostituite da delusione, dubbi e tante domande che, tuttavia, hanno diviso i tifosi Cosentini.

Cosa è successo in questa sessione di mercato? Come mai la punta tanto attesa non è arrivata? Numerosi blitz effettuati all’ultimo minuto non sono stati però concretizzati e dettagli (forse inutili) sono mancati per il completamento dell’operazione. Sono tante le domande che annebbiano la testa dei tifosi rossoblu. Molte anche quelle più gettonate: ”su finiti i sordi? simu già scisi? e mo? simu ruvinati”. Il mercato del Cosenza si è concluso forse non rispettando le numerose aspettative che la piazza si era preposta ma soprattutto non ha rispettato le richieste di Braglia che avrebbe tanto voluto un attaccante di serie utile al suo gioco. Il ds Trinchera, tuttavia, è riuscito a portare a casa i centrocampisti Greco e Machach e l’esterno Lazaar con operazioni che riguardano il prestito con diritto di riscatto ed uno svincolato, e proprio per non far mancare proprio nulla il giovane Moreo (unico attaccante che a questo punto avrebbe giovato alla causa rossoblu) è stato ceduto in serie C.

Anche in questa sessione di mercato, dunque, l’attaccante non arriva. Trinchera non ha saputo fare il suo lavoro? Guarascio voleva prendere qualcuno a pochi soldi? Ci si aspetta che la salvezza arrivi comunque non predisponendo di un organico non forse all’altezza della categoria? Il tweet del patron di qualche giorno fa “cielo si colora di rossoblù” aveva fatto ben sperare che le cose potessero cambiare, che magari il Cosenza potesse avere finalmente il suo ‘bomber‘ da quasi 30 gol a stagione ma così non è stato. Pura illusione? Il tempo che in questi giorni padroneggia Cosenza rispecchia a pieno il momento critico della squadra ed anche forse della società. Umore nero e insoddisfatto tra le file tecniche e dei supporters. Sono state tante le polemiche tra ieri ed oggi, e probabilmente continueranno ancora fino a quando i risultati, se mai fossero positivi, daranno ragione al suo presidente. Certo, può essere ancora troppo presto per parlarne, chi può dirlo con esattezza? Il punto è che il maggior reparto che andava rinforzato (forse per primo) era l’attacco, e non ci voleva certo un esperto per dirlo visto che l’anno precedente ha mostrato davvero difficoltà tanto da essere quasi il peggiore della serie B.

Nonostante gli ottimi acquisti effettuati (Greco, Lazaar e Machach che in tutto collezionano presenze in champions e in seri B rappresentando esperienza) e le importanti conferme come Baez, Sciuadone e Co., il vero colpo che i tifosi in primis si aspettavano era l’uomo capace di trasformare con un magia in gol il cross dei suoi compagni, colui che avrebbe bucato la porta. Insomma: una certezza là davanti ma soprattutto la tranquillità del ”tanto ci pensa lui”. Da quand’è che questa tranquillità non arriva a Cosenza? Tutino è stato importante, ora gioca in serie A ma se né andato, bisogna guardare avanti e questa, forse, sarebbe stata l’occasione giusta per voltare pagina ed alzare quell’asticella che al Cosenza manca per spiccare il volo.

Sul comunicato pubblicato ieri sera si legge chiaramente che: “Il Cosenza non è riuscito ad individuare il profilo confacente alle esigenze tecniche – per cui – si valuterà nei prossimi giorni il mercato degli svincolati”. Può essere che nei prossimi giorni arrivi davvero il grande colpo ma nel frattempo il campionato va avanti ed il Cosenza non ha la sua punta centrale e quindi dovrà affidarsi ancora una volta a Pierini ed a Carretta che dovranno sacrificarsi nel giocare forse in ruoli non propri e che non sono in condizionale ottimale. La società negli ultimi anni ha compiuto solo passi da giganti, riportando il Cosenza nel calcio che conta, facendo passare per le file bruzie nomi che adesso giocano in champions (vedi Okereke), riportando entusiasmo in una piazza che aveva perso il tifo da molto, troppo tempo. Il presidente Guarascio ha fatto tanto e per questo è stato sempre ringraziato ma la frase più comune in queste ore è solo una: ”Avrebbe dovuto fare di più”. Qualche ulteriore sacrificio finanziario ed economico avrebbe cambiato la situazione? Forse. Sono tante le domande ma poche le risposte. Adesso c’è solo delusione ma come campeggiano i numerosi striscioni allo stadio ”Marulla”: “I giocatori passano, il Cosenza resta. You’ll never walk alone”.

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