Cosenza, un bimbo di tre anni è stato aggredito con un calcio perchè si era avvicinato alla loro figlia: coppia denunciata e allontanata dalla Calabria
E’ stato colpito con un calcio allo stomaco un bambino di soli tre anni nel cuore della città di Cosenza, dopo essersi avvicinato alla carrozzina di una neonata.
A dare il calcio al bambino è stato il padre della neonata, fratello di un pentito di camorra ed ora collaboratore di giustizia.
Secondo le prime ricostruzioni, il bambino di origini nordafricane era con i fratellini di 8 e 10 anni insieme alla loro madre in uno studio medico. La donna , in attesa di aspettare il turno della visita medica, ha dato ai figli i soldi per comprare il gelato e li ha fatti allontanare di poco. Strada facendo, il bambino di 3 anni vedendo una neonata si è avvicinato, ma il padre, secondo il racconto di una testimone, lo ha colpito con un calcio all’addome.
Il raccapricciante racconto della testimone: immediati i soccorsi da parte dei passanti
Ad assistere alla scena è stata una passante, che ha soccorso immediatamente insieme ad altri soccorritori il bambino.
Il piccolo poi è stato portato in ospedale per le cure del caso: sono state riscontrate a suo carico lesioni guaribili in cinque giorni.
Inoltre, anche le videocamere di sorveglianza in zona hanno consentito l’individuazione della coppia, poiché a scagliarsi contro il bambino è stata prima la madre, successivamente il padre della neonata: si tratta di di T.D., di 22 anni, e M.V., di 24 anni. I due coniugi sono stati denunciati alla polizia con l’accusa di lesioni aggravate, ed allo stato attuale sono stati allontanati dalla Calabria.
Dichiarazioni del sindaco di Mario Occhiuto in merito alla vicenda
Il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto ha commentato così l’accaduto: “Qualsiasi sia il motivo, se di natura razzista o di cieca follia, certamente si tratta di un gesto gravissimo che non può trovare alcuna giustificazione, né deve essere sottaciuto”, sottolineando l’aspetto di una Cosenza “accogliente” e “inclusiva”.

Arrivano le richieste di condanna nei confronti della coppia da parte del garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale, che si è scagliato contro l’incapacità genitoriale dei due aggressori, precisando che “chi tocca un bambino per fargli del male non deve godere di alcun beneficio, di alcuno sconto”.
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