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Rende, Laboratorio Civico contro il trasloco del Mercato: «Arroganza istituzionale e schiaffo ai lavoratori»

Laboratorio Civico contro la Giunta Principe. «Decisione calata dall’alto, ignorate le voci di chi lavora. Si sta condannando il commercio al declino».

La decisione assunta dall’amministrazione comunale di Rende sullo spostamento del mercato settimanale rappresenta l’ennesimo esempio di arroganza istituzionale e totale assenza di ascolto nei confronti dei lavoratori.

Non è il merito della scelta a indignare maggiormente — pur discutibile — ma il metodo: un atto calato dall’alto, privo di qualsiasi forma di confronto con gli espositori, con coloro che ogni giovedì animano parte del tessuto economico cittadino. Ignorare queste voci significa ignorare la realtà.

L’area precedentemente individuata, pur con i suoi limiti, aveva dimostrato di funzionare: era centrale, accessibile, viva. Favoriva il commercio, agevolava i cittadini, consentiva agli operatori di lavorare con dignità. La necessità di spostarlo era nata proprio dalla sollecitazione dei bisogni dei lavoratori. Spostare il mercato con un atto impetuoso significa oggi condannare deliberatamente quell’attività a un progressivo declino.

È inaccettabile che un’amministrazione che si richiama a valori socialisti ignori proprio i lavoratori, escludendoli da ogni processo decisionale e trattando il dissenso come un fastidio da silenziare. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una protesta legittima, un mercato fermo, un segnale forte di sfiducia.

Se davvero questa era la direzione che si intendeva intraprendere, il minimo sindacale sarebbe stato un percorso partecipato: coinvolgere gli espositori, ascoltare le loro esigenze, pianificare con anticipo le condizioni necessarie affinché l’area mercatale fosse realmente funzionale. Trasporti pubblici efficienti, strutture adeguate, spazi vivibili: non concessioni, ma condizioni essenziali.

Governare significa assumersi responsabilità, non imporre decisioni. Significa costruire soluzioni, non creare problemi. E soprattutto significa rispettare chi lavora.

Oggi a Rende non si sta solo protestando per un mercato: si sta difendendo un principio fondamentale di democrazia e dignità del lavoro. Ignorarlo sarebbe un errore politico grave.

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