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Le sorelline di Cocò non possono andare a scuola, appello di Franco Corbelli

Le sorelline del bimbo ucciso e carbonizzato dalla mafia a gennaio, non possono andare a scuola. Franco Corbelli lancia un messaggio alla Corte d’Appello

La famiglia di Cocò Campolongo – il bambino di tre anni ucciso barbaramente dalla mafia a Cassano insieme al nonno e ad una donna di nazionalità marocchina  e poi dato alle fiamme nel mese di gennaio – non conosce pace.
Dopo la perdita del bambino più piccolo, adesso sono affiorati problemi anche per le sorelle più grandi.

Le sorelline di Cocò non possono andare a scuola, appello di Franco Corbelli
Le sorelline di Cocò non possono andare a scuola, appello di Franco Corbelli

Desiré e Ilenia Campolongo, che avevano iniziato la scuola da qualche settimana come tutti i bambini della loro età, non hanno più questo diritto. Il motivo per cui le bimbe non possono più frequentare le lezioni è la negata autorizzazione da parte della Corte d’Appello alla madre di Desiré e Ilenia, Antonia Iannicelli, di uscire dalla casa famiglia per il lasso di tempo necessario per percorrere il tragitto dalla struttura alla scuola e viceversa.
La Iannicelli, che sta scontando 15 anni per traffico di droga, è adesso agli arresti domiciliari, ottenuti con fatica dopo la morte del piccolo Cocò.

Franco Corbelli, leader del movimento diritti civili che già aveva sostenuto Antonia per avere gli arresti domiciliari, si è detto indignato e ha rivolto un messaggio alla Corte d’Appello, per far sì che possa essere rivista la decisione finale presa dalla corte stessa “Le due bambine, Ilenia e Desirè – sostiene ancora Corbelli nel comunicato – da pochi giorni, finalmente, avevano iniziato, come tutti gli altri bambini, a frequentare la scuola del paese dove si trova la struttura religiosa che li ospita, ma purtroppo non c’è più nessuno che possa adesso accompagnarli all’istituto scolastico perché alla loro mamma, Antonia, la Corte di Appello ha ieri rigettato l’istanza. A differenza invece del Tribunale dei Minori che l’ha giustamente autorizzata ad uscire dalla struttura religiosa il tempo necessario per accompagnare le due bambine a scuola. Ho grandissimo rispetto e stima per i giudici della Corte d’Appello di Catanzaro, ma con grande onestà devo dire che trovo assolutamente ingiusto e ingiustificato il loro provvedimento di rigetto. Come si può negare alla mamma delle sorelline del piccolo Cocò di accompagnare le sue due bambine a scuola?”.

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