Gli ambulanti manifestano a Cosenza: “Stufi di essere invisibili”.
Il blocco per settimane dell’attività e le ipotetiche limitazioni per lo svolgimento dei mercati rionali o quando saranno riaperti, sono i temi messi in evidenza e contestati dagli ambulanti.

In diverse città italiane si stanno svolgendo sit-in con obiettivo la sensibilizzazione al problema, di cittadini e istituzioni .
Il periodo di lockdown, istitituito dal governo nazionale, ha già condizionato le attività degli ambulanti portandoli alla disperazione.
“Se andiamo avanti così, saremo costretti a chiudere” urlano a gran voce gli ambulanti dell’ANA – Associazione Nazionale Ambulanti di Cosenza e provincia, che si sono ritrovati ieri pomeriggio sul ponte di Calatrava.
In circa 50 operatori hanno manifestato esponendo striscioni e incontrando semplici cittadini. Zero incassi da oltre due mesi, attività al lastrico e famiglie in difficoltà.
“Per due mesi non siamo stati ascoltati, il Governo non ha mai preso in considerazione le nostre proposte per affrontare l’emergenza, come la sospensione di Tosap, Cosap e Tari per il 2020. Il nostro comparto, con 196mila partite Iva, che fino a poche settimane fa sviluppava il 2% del Pil, è stato messo in ginocchio dal Coronavirus. Così non riusciamo ad andare avanti. Abbiamo ricevuto soltanto il bonus da 600 euro per i mesi di marzo e aprile, ma senbra che a maggio ci toglieranno quello da 1.000 euro” – lamentano gli ambulanti.
Gli ambulanti, che si definiscono anche “invisibili” in quanto lamentano il mancato interessamento delle istituzioni, sono fermi dal mese di marzo. Chiedono che siano riaperti i mercati rionali, in tutta sicurezza ma anche eliminando alcune restrizioni. La più contestata è l’istituzione della norma dei corridoi a senso unico. Per un mercato infatti, rappresenta una condizione pressoché impossibile da rispettare.
“Siamo stufi di essere invisibili” – dicono gli ambulanti dell’ANA Cosenza, che aggiungono – “Ci appelliamo a Mattarella”. Il 3 giugno la manifestazione a Roma, per manifestare dinanzi il Quirinale.
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