LA TUA VERSIONE DEI RICORDI: LA PRIMA VOLTA…ALLO STADIO DEL COSENZA
“I ricordi sono immagini indelebili del passato, percorsi di vita sulle strade infinite del cuore” recita un celebre scrittore. Proprio da qui nasce idea di una nuova rubrica in cui raccontarvi: LA TUA VERSIONE DEI RICORDI (ROSSOBLU’ EDITION). Tra i tanti ricordi, sicuramente quelli che ci suscitano più emozioni riguardano le nostre prime volte. E Proprio questo abbiamo deciso di fare in questa prima pagina di rubrica, rivivere la vostra prima volta allo stadio “SAN VITO – GIGI MARULLA” di Cosenza. Tra i tanti messaggi arrivati sui social, abbiamo selezionato i più originali.
Emilio:
La mia prima volta al San Vito fu nell’autunno 1984, avevo 6 anni. Da fuori si vedevano due bandiere sventolare: una rossa e blu, l’altra rossa e verde. “Noi siamo i rossoblù – mi spiegò mio padre – l’altra è la bandiera della Ternana”. Stringendogli forte la mano percorremmo la breve scalinata d’ingresso in tribuna B e, quando apparve il terreno di gioco, quel verde brillante mi lascio senza fiato; il cuore perse un battito e ripartì all’impazzata! Ancora oggi ogni volta che entro allo stadio mi sorprendo a ricordare quell’emozione. Aspettammo un tempo indefinibile e poi d’improvviso mille coriandoli volarono in aria, si accesero i fumogeni e mio padre mi indicò le squadre che entravano in campo. Al gol del Cosenza, un boato assordante mi colse di sorpresa, mio padre mi sollevò da terra, mi lanciò in aria e mi strinse forte a sé. “Lupi lupi lupi…” Da quel momento, e per sempre, Forza Lupi!
Giulio:
Era una domenica pomeriggio fredda, da Lupi…Era la prima volta che mio papà portava allo stadio me e mio fratello, rispettivamente di 12 e 9 anni, ricordo ogni cosa; la fila al botteghino, la fila per entrare in tribuna, gli odori, i colori, il tifo… Da lì non ci fu domenica che non chiesi di andare allo stadio. Conservo gelosamente ancora il biglietto…Anonimo, senza riferimenti del match. Qualche anno dopo, leggendo il tabellino, ho scoperto che quella domenica avevamo perso: io ancora oggi giuro di aver vinto quella partita. Sono certo però che ha vinto la mia passione per i Lupi, per il calcio, per la nostra città!
Luigi:
Cosenza – Cremonese 2-1 (Campionato di Serie B 1996/97) e, se non ricordo male, per il Cosenza segnarono Marulla e Mazzoli. La prima volta allo stadio è come il primo amore: non si scorda mai!
Giuseppe:
La “Prima al Marulla” non si scorda mai, anche se è ricollegata all’infausta retrocessione del 1997. Io non sapevo chi fosse Gigi né tantomeno perché i ragazzi un po’ più grandi di me urlassero “Salerno …….”. La tua prima volta nel “Tempio” è un rito che ripeterai e ripeterai fino alla sublimazione, fino alla fine, sudato o inzuppato, nella buona e soprattutto nella cattiva sorte, a prescindere da “padroni” e categorie. Quel bimbo di 10 anni, quella domenica di Cosenza – Salernitana che finì 3-1, tutto ciò non poteva minimamente immaginarlo.
Renato:
Fu mio padre a contagiarmi la passione per il Cosenza e lui mi aveva promesso che mi avrebbe portato allo stadio, nonostante ancora fossi molto piccolo. Io ero emozionato: ricordo ancora che, appena entrato, vidi quel maestoso tappeto verde e lo stadio pieno di gente; rimasi senza parole e iniziai a pensare che era tutto molto bello. Quella partita, Cosenza Vs Fiorentina, finì 1-1: un grandissimo gol di Pietro Maiellaro fece esplodere il San Vito e, io e papà, accennammo un timido sorriso. Poiché entrambi seguivamo la Fiorentina, al pareggio dei viola, facemmo la stessa cosa; in cuor nostro eravamo felici, nessuno aveva vinto… andava bene così. Era stata una giornata perfetta, meravigliosa. Ancora oggi quando entro nello stadio mi viene il magone; il profumo dell’erba e l’atmosfera creata dai tifosi, sono cose che senti sempre.
Luca:
Sembrerà assurdo ma non lo ricordo. Potrebbe sembrare un disonore ma non è così: Delle persone importanti della mia vita non ricordo il momento preciso in cui le ho conosciute perchè è come se le conoscessi da sempre…e questo vale anche per il Cosenza. Ma proprio perché per me il Cosenza è come l’amico di sempre, non è importante ricordare il momento esatto in cui l’ho incontrato: è importante sapere di aver condiviso emozioni, gioie, dolori, delusioni ed entusiasmo. E con i lupi tutto questo l’ho condiviso e continuerò a farlo, con la speranza che presto potremo tornare ad amarci lontano dagli schermi di una TV o di un pc!
Vai al contenuto




