Una protesta pacifica ma significativa da parte dei lavorati e delle lavoratrici di Abramo che questa mattina si sono presentati davanti la Prefettura di Cosenza per rivendicare i loro diritti.

COSENZA– E’ da più di un anno e mezzo che il sindacato Cobas denuncia la gravissima situazione in cui versa la Abramo Customer Care, azienda di call center che da una ventina d’anni occupa migliaia di uomini e donne in Calabria. Sono stati tanti i problemi nati in questi anni con svariate manifestazioni e proteste da parte dei lavoratori.
Ad oggi la notizia ‘finale’ che ha portato al collasso: L’azienda è nella procedura di concordato presso il Tribunale di Roma.
Ciò vuol dire che la Abramo CC chiuderà i battenti in attesa di salvare il salvabile e vendendo i suoi lavoratori al migliore offerente. Quest’ultimi dicono “BASTA“. Questa mattina a Cosenza una protesta pacifica e nel pieno rispetto delle regole anti covid, per rivendicare i propri diritti. L’obiettivo è di sollecitare un incontro con istituzioni e azienda. La diretta su Facebook ha permesso, inoltre, ai tanti che non hanno potuto partecipare, di conoscere la storia delle tante famiglie che in questi anni hanno fatto dei Call Center, un lavoro di vita.
Adesso per i lavoratori e le lavoratrici Abramo si apre un lungo e difficile cammino.

Sono tante le testimonianze che si sono fatte avanti questa mattina. Tante le famiglie che si sono sempre messe in gioco compiendo sacrifici anche più del dovuto.
Adesso per loro si apre un duro cammino, fatto di pretese per un lavoro più produttivo affinché l’azienda sia più competitiva sul mercato.
“In una lotta di sfinimento (già iniziata) mirata a rendere gli stessi lavoratori ricattabili e dunque disponibili a sacrificare più diritti e salario possibili in cambio di continuità lavorativa con un nuovo acquirente.” ammettono i tanti uomini e donne che, con l’azienda, ci lavora da anni.
IL NUOVO SINDACATO COBAS (COMITATI DI BASE)
“Abbiamo deciso di abbandonare i sindacati confederali o la non-sindacalizzazione per organizzarci in prima persona nei COBAS (COMITATI DI BASE). I Cobas sono al fianco e tra i lavoratori e le lavoratrici Abramo mettendo a disposizione tutti gli strumenti legali e sindacali necessari a difenderci nella fase che si è aperta e nelle successive.”
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