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Occhiuto e Conte Calabria

Sanità in Calabria: Occhiuto domani dal presidente insieme agli altri sindaci

Sanità in Calabria: il Sindaco Occhiuto ospite a Radiouno del programma “Viva Voce”.

“Domani, insieme agli altri sindaci andremo dal Presidente Conte a manifestare contro il commissariamento”. Continua a tenere banco sui media nazionali la questione della sanità in Calabria e della gestione dell’emergenza Covid.

A dire la sua è il Sindaco Mario Occhiuto che, nel pomeriggio di oggi, è intervenuto al programma di Radiouno “In Viva voce”. Condotto da Eleonora Belviso e Claudio De Tommasi.

Il sindaco Mario Occhiuto che domani andrà dal premier Conte per la questione Sanità in Calabria
Il sindaco Mario Occhiuto che domani andrà dal premier Conte per la questione Sanità in Calabria

“Domani – ha detto Occhiuto nel corso del programma- saremo, insieme agli altri Sindaci, dal Presidente del Consiglio Conte per manifestare contro il commissariamento.

Siamo al paradosso – ha aggiunto Occhiuto – : si vuole mantenere commissariata la sanità calabrese, ma non si riesce neanche a nominare il commissario.

D’altra parte i problemi non sono legati soltanto alle figure inadeguate dei commissari che si sono succeduti alla guida della sanità in Calabria e che sono stati nominati spesso per motivi spartitori.

Ma riguardano l’idea stessa che sta alla base del commissariamento e del piano di rientro.

Quest’ultimo – ha detto ancora Mario Occhiuto – ha avuto come obiettivo la chiusura degli ospedali periferici e il blocco del turn over.

Esattamente il contrario di quanto viene oggi chiesto a gran voce dei calabresi che invocano la riapertura degli ospedali periferici e di avere a disposizione più medici ed altro personale sanitario per fronteggiare l’incalzare della pandemia. E’ proprio lo spirito del piano di rientro ad essere sbagliato – ha aggiunto il Sindaco di Cosenza.

E’ oltremodo paradossale che, a fronte della chiusura degli ospedali e del blocco del turn over da  parte dei commissari, ci troviamo oggi con un debito sanitario aumentato a dismisura. Così come aumentata è anche l’emigrazione sanitaria dei calabresi costretti a curarsi in altre regioni. Non è il centralismo statale che risolve il problema.  Per questo chiederemo a Conte di porre fine al commissariamento. Che equivale ad una vera e propria occupazione o, per dirla tutta, ad un’autentica usurpazione dei diritti dei calabresi”.

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