Una storia tutta italiana che vede il suo inizio nel 2017, quando l’Azienda Ospedaliera di Cosenza ha bandito il concorso per l’assunzione di 24 operatori socio-sanitari
Era il 2017 quando a Cosenza veniva bandito il concorso per l’assunzione di 24 Oss, gli operatori socio sanitari.
A parteciparvi ben 7mila persone. Poi una prima “scrematura” arrivata due anni dopo ha ridotto il numero degli aspiranti a 1.045.

Successivamente, con la prova pratica, il numero degli aspiranti si è ridotto ulteriormente a 700. Mancava davvero poco, pochissimo al termine dell’iter per la selezione dei 24 Oss, ovvero soltanto la prova orale ma la pandemia ha complicato tutto colpendo diversi concorrenti.
Alla prova pratica, calendarizzata per i giorni 7 e 8 gennaio, non tutti gli aspiranti Oss hanno potuto parteciparvi. In questo periodo diversi di loro si trovavano in quarantena per aver contratto il covid, o solo in via cautelativa, dunque impossibilitati a eseguire le prove previste.
Concorso Oss, niente prova pratica, niente prova orale ? No, non è andata così, perché i concorrenti bloccati dal covid hanno inteso ricorrere al Tar Calabria
Uno stato di ‘fermo’ obbligato dalle norme anti-covid che ha indotto molti di questi aspiranti a presentare ricorso al TAR, chiedendo, tramite i loro avvocati Laura Bezzon e Adelio Vilardo, di partecipare alla selezione, il primo di questo genere.
Il ricorso degli avvocati Bezzon e Vilardo ha dato esito positivo per i ricorrenti i quali hanno ottenuto dal Tribunale Amministrativo Regionale, la possibilità di concorrere mediante una prova suppletiva, ordinata dallo stesso TAR. I ricorrenti hanno spiegato di aver contratto il virus proprio mentre prestavano servizio in alcune cliniche private, anche a pazienti malati di covid.
Successivamente, un altro filone di ricorrente ha presentato ricorso. Tuttavia questi ultimi sono ancora in attesa che il Tar Calabria si pronunci. Tar che intanto ha stabilito la data per l’udienza di merito degli assistiti di Bezzon e Vilardo, per giorno 22 giugno.

La protesta a Cosenza dinanzi la sede dell’Azienda Ospedaliera
Molti dei concorrenti che hanno svolto le prove, pur manifestando solidarietà nei confronti dei colleghi che non hanno potuto eseguire i test, hanno inscenato una protesta dinanzi all’ospedale di Cosenza, invocando il diritto di proseguire speditamente verso l’ultimo test, quello orale.
Lamentano infatti che il concorso è fermo e che la prova orale non è stata ancora calendarizzata.
Il commissario Isabella Mastrobuono ha riferito di impegnarsi per espletare la prova suppletiva per i ricorrenti. Un impegno dovuto, visto il responso del Tar Calabria che obbliga l’AO Cosenza a indire questa prova. Allo stesso tempo, solo successivamente, si potrà procedere con la calendarizzazione della prova orale, per tutti i concorrenti, ricorrenti inclusi, ovviamente.
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