Proposto dal DIMES un nuovo corso di laurea, unico in Europa, per creare figure professionali per l’industria Agro-Alimentare

L’incontro ha visto la presenza anche del Prof. Sergio Greco (direttore del DIMES) che dopo aver dato il benvenuto ai convenuti e dopo aver presentato le attività dei dipartimenti coinvolti sia sul piano della didattica sia sullo stato della ricerca, ha dato successivamente la parola al prof. Bruno de Cindio che ha esposto i dettagli della proposta di questo nuovo corso di Laurea.
La figura professionale proposta è una novità assoluta nell’ambito dei processi formativi in quanto parte dall’esigenza per le PMI di avere figure professionali dotate di una conoscenza interdisciplinare che affondi le sue radici nell’ingegneria di processo, allargando le competenze da un lato alla progettazione dei prodotti (product design) e dall’altro alla conduzione e gestione degli impianti spesso costruiti ad hoc.
L’industria alimentare è l’unica, in questo periodo di crisi, con un PIL positivo e che si fa carico di un export interessante del made in Italy, necessita per la sua innovazione e competitività non dell’efficientamento ed ottimizzazione di grossi impianti classici della ormai vecchia industria meccanica o chimica, ma della capacità di realizzare nuovi prodotti che rispondano ad una serie di esigenze del consumatore (sicurezza, salubrità, contenuto di servizio, ecc. ). Insomma, spiega il prof. de Cindio “è più importante “stay on the market”, che avere un processo ottimizzato, cosa che avverrà eventualmente dopo”.
Per fare ciò, continua il prof. de Cindio “occorre implementare le forti basi conoscitive di materie come la termodinamica, la reologia, la modellazione dei fenomeni fisici e chimici e cinetici che avvengono nei sistemi naturali, con competenze di logistica, marketing, conduzione e controllo degli impianti, di automazione, di gestione ed economia”.
Il nuovo percorso formativo verrà offerto agli ingegneri industriali triennali, ed è unico in Italia ma è unico anche in Europa che, essendo dominata dalle multinazionali, per le loro dimensioni usa competenze multidisciplinari e comunque spesso la formazione è fatta internamente alle aziende stesse.
“L’istituzione di un nuovo corso di laurea magistrale deve rispondere, come previsto dalle norme dell’esistenza di una forte ricerca di punta per trasferire agli allievi conoscenze di elevato livello”. “All’UNICAL – ha sottolineato il prof. de Cindio – esiste una eccellenza nel settore alimentare unica in Italia per la sua composizione come dimostrato dal fatto che i nostri laboratori sono diventati punto di riferimento non solo per la Calabria, ma anche per tutta l’Italia, e per alcuni aspetti anche per l’Europa.”
“La Calabria è votata per destinazione e tradizione al settore alimentare e bisogna rilevare che sta ricevendo sempre più attestati di riconoscimento di questo ruolo. Ricordiamo a margine che l’idea premiata come più innovativa per il 2014 in Calabria (Gel Oil) è per la prima volta nell’Agrifood e proviene proprio dai laboratori dell’Unical. ”
Conclude il prof. de Cindio che “sarebbe un colpevole danno per la nostra Università non trasferire alla formazione queste eccellenze”.
Hanno quindi preso la parola diversi rappresentanti di aziende e di istituzioni (SilaGum, GIAS, Olicoop, Naturemed, Petramale Acciai, Coldiretti, AIC) che hanno condiviso in pieno e favorevolmente la proposta, ritenendola un primo vero segnale di rinnovamento per le PMI che sono ben consce della necessità di questa figura di ingegnere.
Alcune riflessioni relativamente ad argomenti su cui bisognerebbe insistere (packaging, vita e salubrità dei prodotti, automazione delle produzioni, distribuzione) sono state argomento di un costruttivo confronto, in particolare si è convenuto di dedicare nel curriculum uno spazio non trascurabile alla possibilità di sviluppare stage e tesi di laurea presso le aziende.
Al termine della riunione il prof. de Cindio ha distribuito una scheda di commento da compilare e che invierà non solo alle aziende locali non intervenute, ma anche a quelle operanti in tutta Italia, per raccogliere un giudizio quanto più esteso su questa proposta. Tutti hanno infine convenuto che le basi poste sono tali da poter aspettare con fiducia la conclusione dell’iter istituzionale della proposta da parte delle autorità accademiche.
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