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Caso Valentini Castrolibero, intervengono Le Iene ma la Preside nega tutto

Caso Valentini Castrolibero, intervengono “Le Iene” ma la Preside nega tutto

Il caso del liceo Valentini-Majorana di Castrolibero occupato contro le accuse di presunte molestie di un professore, diventa di tipo nazionale. Anche “Le Iene” di Mediaset hanno voluto far luce sulla vicenda.

Ieri 9 febbraio è andata in onda su Canale 5 la consueta puntata de “Le Iene”, uno dei programmi di approfondimento e attualità più seguiti dal pubblico televisivo italiano, che propone inchieste e servizi giornalistici facendo uso di uno stile irriverente e satirico.

Servizio delle Iene sul caso Valentini di Castrolibero
Servizio delle Iene sul caso Valentini di Castrolibero

La puntata in questione ha dedicato un ampio servizio anche al caso del Liceo di Castrolibero, da più di una settimana occupato contro gli abusi che alcune ragazze hanno subito da parte di un professore, in particolare contro la preside che accusano di aver cercato di insabbiare tutto. La Procura ha aperto un fascicolo d’inchiesta e i Carabinieri sono intervenuti sul posto per acquisire ulteriore materiale ai fini delle indagini.

La Iena Nina si è recata così al Liceo “Valentini-Majorana” di Castrolibero per parlare con la Preside, le ragazze coraggiose che hanno denunciato il fatto e il Professore incriminato.

“Io ero minorenne e lui mi aveva chiesto di fare alcune foto al seno”, afferma Emma, una studentessa intervistata dalla Iena Nina. “La preside –spiega – tendeva a nascondere tutte le vicende. Io avevo 14 anni e lui, sia con me che con altre mie compagne di classe, faceva sempre battutine. Mi chiedeva foto al seno in cambio della sufficienza”.

Oltre ad Emma, anche Sara ha voluto parlare della sua terribile esperienza: “Lui mi avvolgeva per indicarmi le cose sul foglio e mi toccava il seno. Poi scendeva, la schiena, il sedere… È successo più volte nel corso dell’anno anche davanti a tutti in classe”.

La denuncia dapprima accolta e poi ignorata

E così, l’ultimo giorno di scuola – 9 giugno 2018 – Emma e Sara decidono di andare a denunciare i fatti dalla preside, accompagnate da alcuni compagni e genitori. “La sua reazione – dichiarano le ragazze – è stata di incredulità. Successivamente ci ha cacciate via. Ci ha detto di non sporgere denuncia perché se la sarebbe vista lei, licenziando il professore”.

Questo primo avvenimento viene categoricamente smentito dalla Preside alla domanda della Iena: “Noi non eravamo a conoscenza di nulla. Non so cosa sia successo, devo investigare all’interno”.

Al ritorno dalle vacanze il Professore non c’è più, ma nessuno sa se sia stato licenziato o se gli abbiano concesso un periodo di malattia. Ma dopo qualche mese, tra lo stupore generale, il docente torna ad insegnare nella struttura. Come se nulla fosse. L’evitabile però accade. Durante l’anno ecco un’altra ragazza che accusa il professore, Gaia:

“Ha iniziato con un atteggiamento da simpaticone per poi passare alle battutine sull’abbigliamento e sulle scollature. Avevo 16 anni.

Un giorno sono rimasta in classe da sola e lui mi ha avvicinata al muro, ad un termosifone, e mi ha toccata per chiedermi un rapporto. Successivamente ha iniziato a inviarmi dei messaggi, provando a videochiamarmi più volte”. Incredibili i messaggi che Gaia ancora possiede, utili all’inchiesta, da parte del professore che alla telefonata della Iena dapprima risponde ma poi riattacca.

I carabinieri, nel frattempo, cercano di fare luce sulla lunga vicenda.

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