Al liceo ‘Valentini-Majorana’ di Castrolibero è iniziato il collegio straordinario dei docenti a cui hanno preso parte anche alcuni studenti. I docenti si sono divisi in due fazioni tra chi ha voluto partecipare e chi ha deciso di non presentarsi.
Iniziato al liceo ‘Valentini-Majorana’ di Castrolibero il collegio dei docenti straordinario, convocato dalla dirigente Iolanda Maletta per mitigare alla protesta iniziata ormai dieci giorni fa contro gli abusi subiti da alcune studentesse da parte di un professore. Tanta incertezza all’ingresso da parte di alcuni docenti che hanno discusso sull’opportunità di partecipare o meno e sulla volontà di delegittimare la dirigente scolastica.
Due le fazioni opposte createsi: da un lato chi crede che per ripristinare il dialogo con gli studenti la Maletta debba fare un passo indietro e chi sostiene l’operato della dirigente, pur condannando le molestie denunciate.

Dopo qualche minuto di tensione, alla fine è stato consentito anche ad alcuni rappresentanti degli studenti di poter partecipare alla riunione che ha come oggetto la ripresa delle attività didattiche.
Il Prof. Gabriele Petrone, Docente di Filosofia e Storia: “Abbiamo il dovere di stare dalla parte dei nostri studenti”
Il Prof. di Filosofia e Storia dell’IIS “Valentini-Majorana” di Castrolibero Gabriele Petrone, ha volutamente deciso di non prendere parte alla riunione del collegio dei docenti, ritenendosi il primo firmatario della lettera che alcuni docenti hanno inviato nei giorni scorsi agli studenti, per attestare loro il pieno sostegno e riconoscere il valore della lezione che stanno riuscendo a dare nella loro lotta.
“Ho ricevuto ieri la convocazione del Collegio dei docenti dell’IIS “Valentini-Majorana” con all’ordine del giorno “possibili strategie per il recupero del rapporto insegnamento-apprendimento”.
Considero questa iniziativa sbagliata e completamente avulsa da quello che sta succedendo in questi giorni. Ho, pertanto, maturato la decisione di non parteciparvi.
Credo che evidentemente non si sia ben compreso che la rottura profonda del patto educativo della nostra comunità non può essere sanata continuando a perseguire una impostazione pervicacemente burocratica.
La nostra scuola è al centro della attenzione della pubblica opinione nazionale da più di dieci giorni. È entrata nell’Aula solenne della Camera dei Deputati con una interpellanza parlamentare; è intervenuto il governo con due Ministri, quello dell’Istruzione e delle Pari Opportunità, è in atto una ispezione e sono aperte indagini della Magistratura. Gli studenti e le famiglie stanno raccogliendo le firme per chiedere la rimozione della dirigente scolastica. Cosa deve accadere ancora per accorgersi che ha davvero poco senso preoccuparsi dei topi quando l’intero edificio sta bruciando ?
E’ necessario che le istituzioni tutte, a cominciare dalla nostro istituto, producano atti in grado di operare una radicale azione interruttiva di quanto sta accadendo.
Soltanto questo potrà consentire un sereno e normale ritorno in classe.
Si convochino piuttosto il Collegio dei docenti e il Consiglio di Istituto per proporre e organizzare la partecipazione degli insegnanti alle attività di autogestione, magari promuovendo un confronto sui temi sottesi dalla pratica dell’educazione di genere. Si aderisca, inoltre, alla manifestazione dei nostri studenti e di tutti quelli della regione che si svolgerà il prossimo venerdì 18 febbraio a Cosenza.
Sarebbero questi i primi atti responsabili e di forte valenza istituzionale che bisognerebbe compiere.
COME EDUCATORI E FAMIGLIE ABBIAMO UN SOLO DOVERE: ESSERE DALLA PARTE DEI NOSTRI STUDENTI SENZA SE E SENZA MA SUI TEMI DA LORO SOLLEVATI.
Sono gli studenti, la loro sicurezza, il loro benessere, la loro crescita umana, civile e democratica l’unica ragion d’essere della scuola.
Alle altre istituzioni, a cominciare dal Ministero della Istruzione, attraverso le procedure previste dalla legge, il compito di chiudere immediatamente, con i provvedimenti dovuti, annunciati dal Governo in Parlamento, questa dolorosa vicenda una volta per tutte.”
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