Angelo Masci è una figura di spicco e fine giurista, ma anche precursore del “Risorgimento Arbëreshë” al pari di Pasquale Baffi e Mons. Francesco Bugliari, anch’essi nati a Santa Sofia d’Epiro.
Angelo Masci si dedicò molto alla storia degli Albanesi d’Italia, pubblicando nel 1807 il “Discorso sull’origine, costumi e stato attuale della Nazione Albanese” ripubblicato nel 1847 dal nipote Francesco Masci.

Il sindaco, Daniele Sisca, e l’intera amministrazione comunale hanno inteso omaggiare Masci con solenni celebrazioni iniziate nel tardo pomeriggio e concluse in serata con il concerto bandistico della Fanfara dei carabinieri di Roma diretta dal luogotenente Danilo Di Silvestro.
Ad allietare la giornata anche la banda musicale “V.Bellini” di Santa Sofia, diretta dal maestro Mario Azzinnari. Le celebrazioni sono iniziate con il raduno di cittadini e autorità in piazza municipio. Da qui, una breve passeggiata ha portato i presenti dinanzi la casa che ha dato i natali a Masci, luogo dove è stata svelata una lapide commemorativa.
Le iniziative sono poi proseguite alle 21, con il concerto della Fanfara dei Carabinieri di Roma.
Alla presenza delle autorità religiose, militari e civili, erano presenti molti sindaci del comprensorio e per la Provincia di Cosenza la consigliera Pina sturino, il programma della giornata è filato via piacevolmente sino a tarda sera. Per il sindaco Daniele Sisca si è trattato di “un evento senza precedenti per Santa Sofia d’Epiro”. “La presenza della Fanfara dei Carabinieri di Roma – ha detto – è motivo di orgoglio per tutta la nostra comunità”.
“Per noi sofioti è stato un grande onore ospitare le più alte cariche provinciali delle forze dell’ordine oltre che i rappresentanti istituzionali di Provincia, Regione e tanti sindaci della Provincia di Cosenza”. Le delegazioni dei comuni della provincia sono state davvero tante. Solo per citarne alcune, quelle di Cosenza, Rota Greca, San Benedetto Ullano, Cervicati, Luzzi, Cerzeto e tanti altri ancora.
Il “Bicentenario della morte di Angelo Masci” suggella il gran lavoro dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Daniele Sisca, come il giusto rionoscimento a un concittadino che ha dato tanto a Santa Sofia d’Epiro ed inoltre, rappresenta un’operazione di autentica salvaguardia della cultura, delle tradizioni e della storia non solo della città ma anche dell’intera comunità Arbëreshë calabrese e del Sud Italia.
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