Il neo consigliere regionale in Calabria per la Casa delle Libertà aveva denunciato l’iniquità della tassa, ora chiede una presa di posizione della Regione
Per ora è una vittoria del buon senso anche se è servito l’intervento del Tar del Lazio per sospendere il decreto sull’Imu sui terreni agricoli ‘ex montani’ che rischiava di avere effetti pesanti sulle casse degli operatori del settore.

Il Tribunale ha accolto il ricorso presentato dall’Anci di quattro regioni, ossia Liguria, Umbria Abruzzo e Veneto, ma anche in Calabria molti politici locali si erano lamentati di una tassa ritenuta ingiusta, almeno nella sua sostanza.
Il 21 gennaio prossimo è prevista un’udienza per confermare la sospensiva, giusto cinque giorni prima della scadenza dei pagamenti, ma intanto per ora i diretti interessati possono rifiatare.
Infatti l’abolizione di questa tassa è considerata l’unica alternativa per no affossare definitivamente le imprese agricole locali, anche quelle calabresi che da anni vivono una situazione di crisi.
Lo ribadisce ancora una volta il Consigliere regionale della Casa delle Libertà, Giuseppe Graziano: “Il Governo centrale faccia ammenda, trovi davvero il coraggio di cambiare e ritorni sui suoi passi, iniziando ad avere maggiore lucidità nell’affrontare i problemi e i disagi della gente. Purtroppo, la Regione Calabria ha perso una buona occasione per assumere una posizione istituzionale, decisa e forte, a sostegno del mondo agricolo contro un provvedimento fiscale ingiusto”.
La battaglia però deve andare avanti: “Con la sospensiva imposta dal Tar del Lazio si raggiunge un primo, importante risultato. Ma per ritenerci pienamente soddisfatti per una battaglia vinta, attendiamo la pronuncia dell’udienza collegiale. L’Imu sui terreni agricoli ex montani è una vigliaccata verso i tanti produttori che quotidianamente si ritrovano ad affrontare ingenti problemi economici per essere competitivi sui mercati”.
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