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Le Bcc chiudono? Il Movimento Difesa del cittadino lancia l’allarme

Secondo i rappresentanti del Movimento non può essere un caso se sempre più Crediti Cooperativi vengono smantellati in favore dei soliti noti

Solo un caso oppure dietro allo smantellamento del Credito Cooperativo in Calabria c’è un disegno preciso? Se lo chiedono quelli del Movimento Difesa del cittadino che hanno presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti.

banconote
Le Bcc chiudono? Il Movimento Difesa del cittadino lancia l’allarme

Una situazione a loro dire non più sostenibile: “In Calabria e nel cosentino in particolare si assiste ad un crack del sistema cooperativo che appare come un preciso disegno criminale: l’una dopo l’altra le Bcc della provincia di Cosenza e non solo stanno andando in liquidazione, cedute a prezzo di saldi ad altri istituti, quasi sempre gli stessi. Imponenti commissariamenti e poi i fallimenti. E’ accaduto con le BCC di Cosenza, Tarsia, Scandale, San Vincenzo La Costa, Sibaritide, banca dei due mari di Calabria, sta accadendo con il credito cooperativo società cooperativa, in amministrazione straordinaria, Bcc Banca Brutia in fase di commissariamento”.

Secondo il Movimento è ave constatare come il fallimento comporti l’azzeramento delle quote societarie e questo tipo di banche si fonda sull’azionariato. Così le quote di migliaia di piccoli risparmiatori vengono cedute agli istituti subentranti insieme al patrimonio, alle attività e passività. Passività che – secondo la difesa del cittadino- spesso sono create ad arte. Appare sospetto che Bankitalia non sia mai riuscita a risanare un istituto per irregolarità, che non vengono invece notate quando si tratta di grandi banche come accaduto per il Monte dei Paschi di Siena.

Certo non tutte le Bcc hanno operato in trasparenza e con correttezza, ma non tutte quelle liquidate lo meritavano. Ecco perché il Movimento pensa che il commissariamento venga utilizzato troppo spesso come “strumento per eliminare le banche che lavorano per dare ossigeno alle aziende e alle famiglie in favore di altri istituti compiacenti legati ai cosiddetti poteri forti”.

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